Cronaca

Caso Logista, il ministro Orlando ascolta i dipendenti: "Inaccettabile"

Lo stesso ministro del Lavoro ha inviato a Palazzo Chigi una proposta di modifica dell'attuale ordinamento, che prevede una serie di obblighi per le aziende che decidono di chiudere o di delocalizzare

Una vicenda "che non è accettabile". Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, definisce così il caso Logista, l'azienda del settore logistico del bolognese che ha licenziato via whatsapp i suoi 90 dipendenti. Orlando ne ha parlato ieri, ospite della Festa dell'Unità di Monteveglio, in provincia di Bologna, ascoltando dalla viva voce di una lavoratrice della Logista la disperazione di chi si è trovato "dalla mattina alla sera con questo sms che ci ha tagliato ogni speranza".

"Per me è stato devastante - dice la donna, come riporta l'agenzia Dire - l'ho presa male, perché non si può avere certezza di un domani migliore". Il ministro ascolta e ammette: "C'è qualcosa che non va se un settore cresce e le condizioni dei lavoratori invece peggiorano". Nell'attuale ordinamento, sottolinea Orlando, ci sono norme che "evidentemente non sono sufficienti a far sì che un'azienda apra un confronto reale con i sindacati prima di chiudere. Ci sono diversi casi a livello nazionale che confermano questo elemento".

Si tratta di situazioni diverse, spiega il ministro. "Nella stragrande maggioranza si tratta di un settore come l'automotive che sta affrontando una grande transizione - segnala Orlando- il caso di Bologna invece fa eccezione perchè la logistica è cresciuta e crescerà ancora nei prossimi anni. Quindi non c'è una crisi, semmai una riorganizzazione. Il punto fondamentale è gestire questi processi per consentire alle parti sociali di trovare soluzioni che non si scarichino sui lavoratori".

Poi affonda il colpo: "Ora tutti indignati per questo sms, ma queste regole si sono determinate negli ultimi 20 anni pensando che il mercato si sarebbe regolato dsa solo. Il mercato da solo i problemi non li risolve, almeno non quelli della dignità dei lavoratori e della svalutazione del rispetto delle persone. Per questo le regole vanno corrette".

Lo stesso ministro del Lavoro ha inviato a Palazzo Chigi una proposta di modifica dell'attuale ordinamento, che prevede una serie di obblighi per le aziende che decidono di chiudere o di delocalizzare. Ad esempio, spiega Orlando, "costringere l'impresa a un confronto sindacale, anche assumendosi responsabilità come la ricollocazione degli addetti e favorendo processi di reindustrializzazione, verificando anche che prima di andarsene ci siano condizioni di una cessione, per la difesa della tenuta occupazionale. Stiamo prevedendo norme in questo senso e la violazione comporterà sanzioni anche di carattere patrimoniale per l'impresa".

Allo stesso tempo, prosegue il ministro del Lavoro, "abbiamo convocato un tavolo sulla logistica, in cui stiamo affermando il principio che la responsabiltà di ciò che avviene lungo la filiera è prima di tutto del committente. Abbiamo chiamato al confronto alcune piattaforme e alcune hanno deciso di internalizzare questi appalti, e vanno sostenute in questo. Altre invece continuano a esternalizzare".

Nella seconda settimana di luglio, sottolinea Orlando, i Carabinieri hanno compiuto "un'ampia campagna per la verifica del rispetto dei contratti e della legge nell'ambito della logistca e sono emerse irregolarità molto grandi. Continueremo così, perchè in un settore in crescita è inaccettabile che i lavoratori siano sfruttati o mantenuti in condizioni incertezza permanente. Chiederemo anche una responsabilizzazione dei committenti, perché si impegnino a dare appalti solo ad aziende che rispettano determinate condizioni".

(Foto presidio Logista)

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