Legge omotransnegatività: fumata nera in Regione, dal centrodestra valanga di emendamenti

Dopo l'ostruzionismo dell'opposizione, è molto probabile che si arriverà a notte fonda

Niente di fatto sulla legge contro l'omofobia ieri in Regione. La discussione riprende oggi, dopo l'ostruzionismo messo in atto dai banchi dell'opposizione e, come anticipato dal capogruppo PD ("Avanti a oltranza"), è molto probabile che si arriverà a notte fonda.

Tra i temi all'ordine del giorno da deliberare oggi compare anche la commissione d'inchiesta sui fatti di Bibbiano. Si dovrà prendere in considerazione la "valanga" di emendamenti presentata dalle opposizioni (un centinaio) e non è escluso che altri ne arriveranno oggi.

"Potete fare tutto l'ostruzionismo che volete, ma noi staremo qui tutto il tempo necessario per approvare questa legge e far fare all'Emilia-Romagna un passo avanti. Mi dispiace che buona parte della discussione di oggi non sia stata all'altezza della storia di questa Regione", ha detto il capogruppo di Sinistra italiana, Igor Taruffi.

Legge omotransnegatività in Regione, attivisti in presidio

Per il segretario Pd, Paolo Calvano. "In questa legge non parliamo di privilegi o di corsie preferenziali, ma di diritti dai toni usati oggi dal centrodestra si capisce quanto ci sia bisogno di un provvedimento come questo" e come quella della Lega sia "una posizione schizofrenica, visto che il vostro ex capogruppo e attuale sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, l'altro giorno era al Gay pride". Il leghista Matteo Rancan parla di un "Pd militarizzato, dove l'ideologia vince sul resto. Altro che partito democratico". Mentre il collega Daniele Marchetti precisa: "La Lega non è contro la lotta alle discriminazioni di genere, ma è contro questa legge che ha contenuti pericolosi, che portano a mettere il bavaglio a chi osa dire che un determinato modello di società non è condiviso". Andrea Galli, consigliere regionale di Forza Italia, torna invece a collegare il testo all'inchiesta sugli affidi in Val d'Enza e a chiedere un passo indietro da parte di Mori (Presidente della commissione pari opportunità - ndr). "Il Pd e la consigliera Mori non hanno responsabilità nei fatti di Bibbiano- precisa Galli- la loro colpa, semmai, è stato fare di quel sistema un modello da esportare. La cocciutaggine nell'andare avanti con questa legge è stata un errore, Mori avrebbe fatto meglio a lasciare almeno il suo ruolo di relatrice del provvedimento, vista la sua vicinanza con alcuni degli indagati di Bibbiano. Il loro sostegno è una macchia, questa legge parte con un peccato originale perchè finisce nello stesso paniere di quelle mele marce".

Ieri sera la Lega ha promosso un presidio per i fatti di Bibbiano, senza bandiere, per chiedere verità e “tenere alta l’attenzione”. Una cinquantina in tutto i partecipanti che per circa mezz’ora sono rimasti in presidio in piazza Nettuno. (dire)

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