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Le opere di Leonardo da Vinci a tocco di 'touch': la mostra a Palazzo Poggi

Cinque dei più famosi disegni leonardiani potranno essere esplorati grazie ad uno strumento digitale ad altissima risoluzione, capace di mostrarne i più piccoli dettagli fino a restituirne l’aspetto tridimensionale

I disegni di Leonardo da Vinci a portata di mano, o meglio di 'touch': sbarca a Bologna una mostra 3d sulle opere del genio rinascimentale, in occasione del cinquecentanario dalla morte dell'artista toscano. Al museo di Palazzo Poggi sarà possibile esplorare, grazie ad uno strumento digitale ad altissima risoluzione, cinque delle opere leonardiane più famose, tra cui l'Uomo Vitruviano e il Paesaggio del 1473.

La mostra "Leonardo, anatomia dei disegni", inaugurata oggi, sarà aperta al pubblico da domani fino al 19 gennaio 2020.
"Volevamo ricordare Leonardo, in occasione dei 500 anni, perché rappresenta al meglio lo spirito della nostra Università: intreccio di saperi e contaminazione", spiega il rettore dell'Alma Mater di Bologna, Francesco Ubertini, durante la cerimonia del taglio del nastro.

La mostra, infatti, è promossa dal sistema museale di Ateneo e dalla biblioteca universitaria bolognese. Il lavoro è stato curato da Pietro Marani, studioso di Leonardo e docente al Politecnico di Milano e dal team del dipartimento di architettura bolognese, guidato dai docenti Marco Gaiani e Fabrizio Ivan Apollonio. "Felice di questa collaborazione, Milano ha dato un contributo umanistico, Bologna la parte tecnologica: abbiamo ribaltato lo stereotipo questa volta", scherza il rettore Ubertini. 

Il team bolognese, in occasione della mostra, ha messo a punto InSight Leonarodo (ISLe), un mezzo digitale per indagare, descrivere e comunicare i disegni originali del genio di Vinci, riproducendone accuratamente forma, caratteri e aspetto. A Palazzo Poggi i visitatori troveranno cosi' cinque tavoli touchscreen da 55 pollici con risoluzione 4K con cui potranno vedere con angolazioni particolari e zoom chirurgici, tutti i dettagli dei cinque capolavori leonardiani.

"Abbiamo incontrato numerose difficoltà", commenta il docente Gaiani. I principali sono stati: le dimensioni dei disegni, l'uomo vitruviano ad esempio è più piccolo di un foglio A4 e il tratto fino e sottile dell'artista, "oltre il normale limite dell'occhio umano". Ma alla fine gli architetti bolognesi ce l'hanno fatta: il risultato è una visualizzazione dinamica, multiscala e ad alta fedeltà, tanto che si possono vedere anche i segni della punta metallica, le macchie e le ondulazioni della carta. "ISLe vuole mantenersi fedele al pensiero di Leonardo", concludono i due professori dell'Alma Mater, "per il quale la vista rappresentava 'il miglior senso', l'atto conoscitivo che viene prima di ogni altro".

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