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La lettera di Daniele, padre separato: "Ho perso tutto. Fuori di casa, rate del mutuo, affitto e alimenti da pagare"

Questo è lo sfogo di un uomo che racconta la difficile separazione dalla moglie e situazioni "paradossali" condivise con tanti altri papà che sono di fatto diventati "nuovi poveri"

Una storia personale, una lettera scritta da un padre che dopo la separazione dalla moglie, si trova in difficoltà non solo economiche, per le modalità di affidamento del figlio. Daniele, questo il nome dell'uomo che descrive una situazione "comune a tanti papà" di Bologna e non solo, fa parte del gruppo Unione Padri Separati, nato recentemente per riunire anche solo virtualmente chi vuole condividere problemi simili e farsi sentire per poter sensibilizzare sun tema secondo loro affrontato "troppo poco"

"Voglio raccontare la mia situazione insensata e irrazionale, nella quale, purtroppo, sono convinto si trovino tanti uomini senza nome e senza voce, dimenticati dalla legge e vittime dell’usanza e della burocrazia. Sono un padre separato di Bologna (uno dei tanti purtroppo) che ha 'subìto' una separazione (è stata voluta da mia moglie) e, da quando ho tentato di far valere i miei diritti come padre e come uomo, ho ricevuto solo ingiustizie e provvedimenti dettati dalla prassi. Ero sicuro che qualcuno mi avrebbe difeso e invece da chi esercita nel diritto di famiglia ho visto tante 'spallucce', porte chiuse in faccia e frasi del tipo purtroppo funziona così.

Padri separati si riuniscono: nascono gruppi di confronto 

Questo fino a dover accettare una separazione consensuale quasi sotto minaccia, perché, dicevano, con una giudiziale il risultato sarebbe stato lo stesso a un prezzo molto più alto. Unica cosa che ho ottenuto (è però la più importante), è stata quella di poter stare 12 giorni al mese con mio figlio. Come se questo fosse un qualcosa di straordinario e quindi una vittoria...Ciò ha del paradossale!

"Stare 12 giorni al mese con mio figlio è considerata una vittoria. Paradossale per un padre"

Premetto che mia moglie, con uno stipendio pari al mio, alla fine mi ha portato via tutto 'per il bene del bambino', costringendomi ad andare via dall'abitazione di proprietà esclusiva del sottoscritto con un mutuo ancora in corso, a pagare un affitto per potermi permettere di ospitare mio figlio... Io partecipo alle spese di mantenimento presso la casa della madre, ma lei non partecipa quando il bambino è con me…Lo trovo assurdo e praticamente ho perso tutto e sono obbligato a vivere in povertà... 

Convinto di poter far valere i miei diritti e nella speranza di avere pari opportunità genitoriali, ho depositato in Tribunale una richiesta di divorzio con affidamento paritario di mio figlio, mantenimento diretto per ogni genitore, e conseguente riassegnazione della mia casa, così come previsto dall’etica bigenitoriale e diritto civile....

Naturalmente inutile dire che la fase di divorzio, dopo anni, sia ancora praticamente nella fase istruttoria (ultima udienza 1 minuto e 36 secondi), nonostante i comprovati disagi economici da me rappresentati. Infatti ad oggi non è stato emesso alcun provvedimento 'di urgenza' per ravvedere questa palese disparità economica tra me e mia moglie...

Si parla tanto di persone o famiglie vittime di calamità, ingiustizie o truffe che sono costretti ad abbandonare la loro casa, i loro beni e i loro affetti, e questo viene rappresentato mediaticamente (come è giusto che sia) con un tono di dolore e amarezza, quando poi questo succede ogni giorno a tanti padri che come me si trovano a dover affrontare una separazione e/o divorzio.

Questo è uno sfogo, so di essere una delle tante formiche in mezzo ad un prato, ma voglio dire che sarebbe bello se ci fossero dei servizi che raccontassero queste ingiustizie e situazioni assurde. Sarebbe utile, per chi si sente solo in queste condizioni, sapere che l’argomento non è stato dimenticato, perché non si immagina quanto è facile per i senza nome come me sentirsi abbandonati e pensare di guardare al di là del precipizio".

Diventare padre non dovrebbe essere una colpa!

Firmato: Daniele (solo un padre)

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