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Giovedì, 20 Giugno 2024
Cronaca

Liberalizzazioni Carburanti. FIGISC: “A rischio 70.000 posti di lavoro”

Si oppone la Federazione Gestori, il presidente Campazzi: 'La nostra preoccupazione è la GD, che usa carburanti come prodotti civetta: qualche vantaggio economico per consumatori, ma nuoce ai servizi'

Giornata clou per il Decreto Liberalizzazioni, in discussione in Consiglio dei Ministri. A differenza dei tassisti, compatti e agguerriti, i provvedimenti non risultano ancora chiari ai benzinai.
Bologna Today intervista dunque Sergio Campazzi, Presidente FIGISC, Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, sede provinciale di Bologna.

In base alla bozza del Decreto, termina il contratto di esclusiva tra gestori e compagnie petrolifere.
Si parla di ritirare una parte del carburante al di fuori delle compagnie, da raffineria. La maggior parte degli impianti stradali è di proprietà delle Compagnie Petrolifere e sono quasi tutti in comodato d’uso gratuito, quindi è chiaro che la liberalizzazione porterebbe alla richiesta di un affitto ai gestori. La nostra grande preoccupazione è però la grande distribuzione che usa i carburanti come prodotti civetta (prodotti venduti a prezzi inferiori per attirare la clientela nel punto vendita – n.d.r.), con qualche vantaggio economico per l’utenza, ma nuocendo ai servizi di assistenza all’automobilista.
Si parla anche di più self-service e di possibilità di riscatto degli impianti.
Più esattamente di impianti “ghost”, non presidiati e senza gestore. Sono a rischio 70.000 posti, tanti sono gli occupati sugli impianti in Italia. Qualche sindacato è favorevole perché spinto dalla grande distribuzione.
Per quanto riguarda il riscatto, consideri che un impianto può costare anche un milione di euro…
I prezzi dei carburanti sono altissimi …
Certo le compagnie potrebbero intervenire per calmierare i prezzi anche perché la categoria è in sofferenza proprio a causa del costo e quindi del minor erogato. I gestori lavorano già con margini bassi di 3 – 4 centesimi al litro. Siamo ancora in attesa di leggere il decreto, ma se è pensato per incrementare i consumi e a vantaggio per l’utenza, perché hanno aumentato le accise?


 

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