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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

Liberalizzazioni Farmacie. Federfarma “A crisi si aggiunge crisi”

Nuove farmacie, orari più lunghi, farmaci liberalizzati nella bozza di decreto. A colloquio con Achille Toschi, Presidente di Federfarma, in viaggio verso Roma dove si svolgerà l'assemblea dei farmacisti

Liberalizzazioni in discussione al consiglio dei Ministri, sono ore calde dunque anche per la categoria dei farmacisti: nuove farmacie e orari più lunghi, infatti, figurano nella bozza di decreto in materia.
Bologna Today ha raccolto il parere di Achille Toschi, Presidente di Federfarma Bologna, mentre è in viaggio per Roma dove i farmacisti saranno in assemblea oggi e domani.
Ci riassume i punti più salienti del decreto e le vostre posizioni?
E’ circolata solo la bozza di decreto e a quello noi ci atteniamo, in attesa di leggere il testo definitivo che verrà reso noto tra poco, alla fine del Consiglio dei Ministri.
Innanzitutto l’apertura di nuove farmacie: siamo d’accordo sul numero di 2.000 sul territorio italiano, mentre il decreto parla di 5-6 mila nuove farmacie. Bologna è sotto quota: la nostra proposta sono 20 nuovi punti in città e provincia, mentre da decreto sarebbero circa 70.
Secondo un “paletto” che ci preoccupa molto, se entro un anno non verrà aperto l’80% delle nuove farmacie, si passerà alla liberalizzazione totale. Molte sono le procedure burocratiche, oltre al concorso, quindi in caso di ritardi delle amministrazioni rischiamo di venire penalizzati per responsabilità non nostre.
Gli orari: siamo d’accordo nel prolungare gli orari di apertura, ma teniamo sempre presente, come per gli esercizi commerciali in genere, che vincerebbe il più forte, ovvero chi ha più potenza economica, in pratica a crisi si aggiunge crisi!
Ci spieghi invece quali farmaci verrebbero liberalizzati.
I farmaci da banco, cioè venduti senza ricetta medica, sono stati liberalizzati nel 2006 così come una parte di quelli di “fascia C”, cioè quei farmaci molto importanti, non rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale, ma che necessitano di ricetta. Siamo in attesa che AIFA, l’Agenzia Nazionale del Farmaco, inserisca una ulteriore categoria che verrà liberalizzata.
Quale sarà la vostra prossima mossa?

Innanzitutto leggeremo il decreto e nelle assemblee di oggi e domani stabiliremo le nostre azioni di protesta.
 

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