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Cronaca Zona Universitaria / Via Giuseppe Petroni

Liberalizzazioni orari locali: revocate ordinanza, sparisce obbligo di chiusura entro le 3

In atto una piccola grande rivoluzione. Per ora in vigore solo le restrizioni per via Petroni, ma anche quelle spariranno: "violerebbe principio concorrenza indicato dal decreto Monti"

Il comune di Bologna, benchè scettico inizialmente, non ostacolerà il volere del Governo sulle liberalizzazioni degli orari dei pubblici esercizi. Saranno dunque revocate tutte le ordinanze restrittive sugli orari di apertura ora in vigore, eccetto (ma solo per il momento) quella che regolamenta i locai di via Petroni.

Soddisfazione massima per Confesercenti, il presidente Sergio Ferrari esulta: "Dal punto di vista politico siamo sulla buona strada", aggiunge pero' che ci sono ancora alcune divergenze sul nuovo regolamento di polizia urbana che il Consiglio comunale dovrebbe approvare entro il 21 marzo.

ORDINANZE REVOCATE. La conferma arriva anche da palazzo d'Accursio: via tutte le ordinanze sugli orari attualmente in vigore in citta'. Per il momento verra' lasciata stare solo quella per via Petroni, ma anche quella e' destinata a finire nel cestino una volta approvato il nuovo regolamento di polizia urbana che recepisce le liberalizzazioni del Governo Monti. Sparisce, piu' in generale, l'obbligo di chiusura all'una per i pubblici esercizi, con deroga alle tre di notte, ormai un'abitudine consolidata delle notti bolognesi.

VIA PETRONI. "Ritiriamo tutte le ordinanze sugli orari, tranne quella di via Petroni- annuncia il coordinatore di giunta Matteo Lepore- prima vogliamo incontrare i residenti, i gestori dei pubblici esercizi e il quartiere San Vitale. In ogni caso, quando sara' in vigore il regolamento, sara' ritirata anche quella ed eventualmente ne faremo un'altra se ci saranno le motivazioni" alla luce delle nuove norme. Ma ovviamente, se cosi' sara', si trattera' comunque di una ordinanza con "spirito diverso", come sottolinea l'assessore al Commercio Nadia Monti, "in cui verranno messe in campo azioni che attualmente non ci sono". Le ordinanze di nuova generazione, infatti, "verteranno sempre meno sugli orari e sempre piu' su altri aspetti, come la vendita di alcol e la responsabilizzazione dei gestori", sottolinea Lepore. Ma anche "la raccolta differenziata, sulla riconversione di alcune attivita' verso cui c'e' gia' stata la disponibilita'", aggiunge Monti.

Insomma, quella che proviene dal decreto del Governo e' una piccola grande rivoluzione. Di certo, "non potremo piu' fare ordinanze a tappeto su tutta la citta'- sottolinea Lepore- ma ci saranno singoli interventi puntuali sui quali pensiamo che il sindaco mantenga la competenza". Continuare a fare invece ordinanze sul modello attuale, lo stesso in uso dai tempi dell'ex sindaco Sergio Cofferati, "violerebbe il principio della concorrenza indicato dal decreto Monti".
 

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