Liberalizzazioni orari negozi: 'Apertura domenicale a turno'

Aperti 12 domeniche all'anno: è la proposta dei sindacati, per cui deve comunque esserci una regia del Comune per 'evitare legge della giungla e cannibalizzazione dei più piccoli'

Forse trovata la soluzione del nodo sulla liberalizzazione degli orari dei negozi. No alle aperture 'selvagge' tanto invise ai lavoratori e i sindacati, ma una turnazione come per le farmacie: i punti vendita rimarranno aperti, una domenica a testa. Almeno questa è la proposta approdata ieri sul tavolo dell'assessore al Commercio del Comune di Bologna, Nadia Monti. "In
teoria- spiega il segretario della Cisl Alessandro Alberani- chiunque puo' fare cio' che vuole", anche stare aperto tutte le domeniche. E c'e' gia' chi lo fa, come il Meraville che ha approfittato immediatamente dell'occasione offerta. Ma cosi',
aggiunge il segretario della Cgil, Danilo Gruppi, "si rischia solo la cannibalizzazione, perche' e' provato che la  liberalizzazione degli orari non porta ad un aumento dei consumi". Semmai, li distribuisce in modo diverso.

Ecco perche' secondo i sindacati, che sul tema marciano compatti, e' necessario una 'regia' del Comune e una condivisione di tutte le parti coinvolte. Peraltro, il punto, ragionano Alberani e Gruppi, non puo' essere affrontato "senza considerare anche altre questioni come i servizi per chi dovrebbe lavorare anche di domenica, o i trasporti, o la stessa pedonalizzazione su cui il Comune sta lavorando". Sarebbe insomma il caso di ritirare fuori "quel Piano degli orari su cui si comincio' a discutere gia' tanto tempo fa".
Del resto, ricorda Alberani, "al momento c'e' un accordo in cui vengono contemplate 12 domeniche lavorative all'anno. Ragionare su 53 farebbe andare in fibrillazione la contrattazione e anche se si raggiungesse un'intesa si rischierebbe di scaricare i costi sui prodotti".
Bisogna a tutti costi, aggiunge Gruppi, "evitare la legge della giungla secondo cui il piu' grande cannibalizza il piu' piccolo". E il leader della Cgil bolognese avverte chi "con una certa arroganza pensa di fare quel che vuole. Un atteggiamento di ostilita' verrebbe ripagato allo stesso modo".  Ora i sindacati attendono una convocazione al tavolo
metropolitano, mentre l'assessore Monti dovrebbe portare la loro proposta in giunta.

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