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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Occupazione al Liceo Fermi: "Noi vs il sistema scuola. Si fonda su un’idea sorpassata"

Blitz stamane 21 marzo. Non vs l'istituto scolastico: "Il nostro è un gesto puramente politico", chiariscono gli autori della mobilitazione

Mondo scuola in agitazione . Ancora. Dopo i blitz al Minghetti e al Copernico  dei mesi scorsi. Nuova occupazione in città. Al centro questa volta il Liceo Fermi, dove stamane - 21 marzo - alcuni studenti hanno avviato la manifestazione di protesta occupando l'istituto. Nella mattinata altra occupazione alle Belluzz-Fioravanti, di via Cassini. 

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Un manifesto di intenti 

A chiarire le intenzioni e le motivazioni alla base del gesto di ribellione un 'manifesto' nel quale si legge: "Tramite questo manifesto, noi studentesse e studenti del liceo scientifico E. Fermi  vogliamo esprimere le nostre critiche al sistema scolastico italiano, unendoci alle voci dei nostri compagni che in tutta Italia stanno protestando per questa causa: abbiamo deciso di stilare questo documento, scritto dal collettivo studentesco “Agorà”, per poter esporre al meglio la nostra opinione e dimostrare quanto la riforma della scuola italiana ci stia a cuore".

"Noi riteniamo - promettono gli autori del documento - di vivere in un contesto privilegiato rispetto a molti degli altri licei e istituti che ci hanno ispirati a batterci per ciò che è un nostro diritto, ovvero la nostra formazione individuale e scolastica, e proprio per questo motivo non abbiamo intenzione di rivolgere critiche alla situazione concreta della nostra scuola: il nostro è un gesto puramente politico, volto a mostrare il disappunto per un sistema che dà valore 
all’individuo in base a una scala di “successo”, che ha un input aziendale, che sopprime le nostre diversità e mira a omologarci, che è ancora orientato in maniera verticale e che si fonda su un’idea di scuola antiquata e sorpassata". 

Gli organizzatori della mobilitazione si dicono "consapevoli di causare disagi"o, ma lo ritengono "necessario per mettere in luce le ragioni della nostra causa. Nonostante la nostra condizione di relativo privilegio non abbiamo intenzione di restare in silenzio. A noi, studenti del liceo Fermi, questo sistema non va bene". 
All'indice degli studenti non solo il sistema scolastico Italiano, ma anche varie tematiche come dall'edilizia scolastica alle richieste di supporto psicologico specie alla luce degli anni di pandemia attraversati. 

No critiche al Liceo, ma al sistema 

Gli studenti del Liceo E. Fermi che hanno deciso di mobilitarsi si dicono "stanchi di un sistema italiano antiquato e scorretto che ci fa vivere la scuola come un’azienda e non come un luogo in cui si ha voglia di imparare". Ammettono di "voler causare disagio e dare visibilità alla  causa".
Il collettivo scolastico “Agorà”, che ha stilato il manifesto esplicativo ella occupazione, ha iniziato a riunirsi con cadenza settimanale per raggiungere una linea ideologica comune e le discussioni,  partecipate, hanno portato ad una posizione unitaria riguardo le  rivendicazioni.

"Porteremo avanti questa occupazione nel pieno rispetto delle norme anti-Covid vigenti - chiariscono gli studenti -  l’ingresso alla scuola sarà, nei primi giorni, esclusivamente consentito agli studenti interni. Vogliamo mostrare un modello di scuola orizzontale, che permetta la partecipazione di tutte le parti costituenti della scuola alle attività."

Ribadiscono che il gesto "ha uno scopo esclusivamente politico": non intendono eprciò muovere critiche alla propria scuola,che è "in una posizione privilegiata, né alle figure del preside e dei vicepresidi, che ci sono sempre venuti incontro, alimentando grande dialogo tra le parti, e che hanno sempre sostenuto le nostre iniziative volte a migliorare il nostro istituto. Vogliamo offrire supporto alle scuole italiane che si stanno ribellando a questo sistema scolastico e urlare il nostro dissenso".

Poi le mani avanti:"Non lo facciamo - sottolineanho -  come molti potrebbero pensare, per perdere tempo o per sottrarlo allo studio,tanto che utilizzeremo i giorni dell’occupazione per proporre un ambiente in cui trattare argomenti di attualità, portare avanti assemblee, dibattiti, approfondimenti su temi contemporanei/storici/filosofici anche con ospiti esterni. La nostra occupazione deve dimostrare che vogliamo imparare e vogliamo la scuola: ma la scuola che vogliamo è diversa, è aperta a tutti e ci forma in maniera corretta".  

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