menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay
Ematologia-Seragnoli

Ematologia-Seragnoli

Linfoma: "Le cure più innovative al reparto ematologia di Bologna"

Il linfoma rappresenta la patologia di cui sono affetti oltre il 50% dei pazienti trattati per malattie ematologiche. Il professore Pier Luigi Zinzani: "Verso la parsonalizzazione delle terapie e la riduzione delle chemio"

La macchina della sanità non si ferma nonostante la pressione della seconda ondata di Coronavirus (i numeri dell'ultimo bollettino). E da Bologna arrivano anche delle buone notizie per quanto riguarda il linfoma, la cui ricerca all’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria si contano 80 nuovi farmaci sperimentali e ricercatori di livello mondiale. Occasione che dà una iniezione di fiducia rispetto al sistema sanitario della nostra sanità, così come commenta il direttore generale Chiara Gibertoni, che non manca di fare riferimento a delle "giornate difficili" determinate da una seconda ondata di Covid-19 "arrivata in anticipo rispetto alle previsioni". 

Primo in Italia, secondo in Europa e settimo al mondo, è il posizionamento del professore Pier Luigi Zinzani nella classifica Word Expert in Lymphoma stilata da “Expertscape” (l'agenzia di rating americana che individua i maggiori esperti al mondo nelle varie discipline) attraverso una valutazione delle pubblicazioni scientifiche degli ultimi 10 anni: "Sono entrato in ematologia quando ero al quarto anno di università e poi strada facendo si è realizzato questo grande sogno. Siamo gli unici in Italia a seguire tutte le patologie con gruppi di ricerca per ogni singola patologia, il che garantisce una ricerca clinica di livello superiore. Abbiamo diversi farmaci in sperimentazione e l'obiettivo è quello di ridurre andrà a ridurre la percentuale di utilizzo della chemioterapia (che tanto fa paura) con dei farmaci meno tossici biologicamente attivi. Ogni singolo linfoma avrà terapie differenti".

L'intervista video al prof. Pier Luigi Zinzani

E se il Covid non ha frenato le terapie di ematologia neppure nell'ondata della scorsa primavera, del virus si parla anche in questo contesto: "Sono giorni difficili ma il Sant'Orsola continua a fare ricerca e molto altro ancora - spiega Chiara Gibertoni, direttore Generale IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna -  il riconoscimenti sono internazionali ed è giusto dare risalto a questo orgoglio soprattutto in questo momento". 

I numeri del reparto e fasi 

550 nuovi pazienti ogni anno, oltre 1000 “second e third opinion”, 80 studi attivi di nuovi farmaci, tecnologie, laboratori all’avanguardia e ricercatori di fama internazionale fanno dell’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” all’interno dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna uno dei primi tre centri in Italia per lo studio e la cura del Linfoma.All’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” nell’ambito dell’IRCSS Azienda Ospedaliero - Universitaria di Bologna (Policlinico di Sant’Orsola) il linfoma rappresenta la patologia di cui sono affetti oltre il 50% dei pazienti trattati per patologia ematologiche. Un’attività rilevante testimoniata anche dagli 80 studi (trial) clinici attivi di farmaci sperimentali in fase 1-2-3, per 20 di questi l’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” è addirittura l’unico Centro di sperimentazione in tutto il Paese e nei prossimi 6 mesi ne saranno aperti altri 24. Numeri che fanno dell’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” all’interno dell’IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna (Policlinico di Sant’Orsola) il centro italiano con il maggior numero di trial clinici di farmaci sperimentali nell’ambito dei linfomi. In questo modo i pazienti affetti da linfoma e curati presso l’Istituto di Ematologia “L. e A. Seràgnoli” potranno sempre contare sulle cure più innovative frutto delle scoperte scientifiche più recenti.

Le fasi 1 e 2, infatti, si attivano una volta che studi di laboratorio dimostrano la validità di un nuovo approccio, dunque si può iniziare a testare un nuovo agente antitumorale negli umani. Oltre a valutare la sicurezza del nuovo agente (fase 1) si inizia a testare quanto efficacemente il nuovo prodotto funzioni per un distinto tipo di neoplasia (fase 2).
Gli studi di fase 1 e 2 di un trial necessitano, oltre che di esperienza clinica e laboratori avanzati, anche dell’intensa collaborazione con altre branche specialistiche. Per garantire, infatti, che uno studio clinico sia efficace e sicuro per il paziente servono consulenze di numerose specialità cliniche e diagnostiche, in particolare la Cardiologia, Radiologia, Medicina Nucleare, Gastroenterologia e l’Infettivologia. L’IRCSS Azienda Ospedaliero - Universitaria di Bologna è in grado di fornire al suo interno supporto di alto livello per tutte le specialità.

I linfomi: cosa sono e qual è la percentuale di guarigione 

I linfomi sono un gruppo complesso ed estremamente eterogeneo di neoplasie che derivano dall’espansione clonale di una determinata popolazione B o T linfocitaria. L’aumento di volume degli organi linfoidi secondari, primi fra tutti i linfonodi, o della milza, è l’aspetto clinico più caratteristico, anche se talora può essere messo in evidenza un interessamento extranodale (es. polmone, osso, rene, fegato, ecc.), del midollo osseo o del sangue periferico (leucemizzazione). I linfomi vengono distinti in due grandi categorie: linfoma di Hodgkin e linfomi non Hodgkin; questi ultimi sono ulteriormente suddivisi in numerosi sottotipi in funzione della cellula di origine, ognuno di essi dotato di caratteristiche peculiari in termini di meccanismo patogenetico, presentazione clinica ed approccio terapeutico. I linfomi rappresentano la sesta neoplasia in termini di incidenza e la seconda in ambito ematologico. Negli anni 90 la guarigione nell’ambito dei linfomi era del 35%, oggi siamo attorno al 65%. 

Linfoma: le cure devono essere tempestive nonostante la pandemia

Il Linfoma, come tutte le patologie oncologiche non può aspettare il COVID-19. Chi ne è affetto deve potere contare su diagnosi, cura e presa in carico tempestive garantite anche in questo periodo di pandemia. Per questo sono stati messi a punto percorsi specifici per poter garantire continuità di terapia (sia convenzionale che per quanto riguarda i farmaci sperimentali) anche in questo periodo.

Chi è il prof Pier Luigi Zinzani

Pier Luigi Zinzani, Professore Ordinario di Ematologia: 594, le pubblicazioni scientifiche edite a stampa, 4.828,609 - Impact factor (Misura il numero medio di citazioni ricevute, nell’anno di riferimento considerato, dagli articoli pubblicati da una rivista scientifica nei due anni precedenti: è pertanto un indicatore della performance che esprime l’impatto di una pubblicazione sulla comunità scientifica di riferimento). 
82 - H index (Scopus): L'indice H   è un criterio per quantificare la prolificità e l'impatto scientifico di un autore, basandosi sia sul numero delle pubblicazioni, sia sul numero di citazioni ricevute. Invitato per la seconda volta a presentare una Lettura Educazionale sul Linfoma al Congresso annuale della Società Americana di Ematologia (ASH) che rappresenta il più importante meeting mondiale di ematologia. 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Fagottini di mortadella caprino, miele e pistacchio

social

Tortelli di Canevale: la ricetta dello chef Stefano Barbato

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento