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Cronaca Via Genuzio Bentini

Animali feriti o abbandonati nella spazzatura: c'è chi se ne occupa, ma servono risorse

Una squadra di volontari e risorse che dipendono solo dalla generosità di chi fa le donazioni o offre il proprio lavoro per il bene degli animali. La sede Lipu resta un importante punto di riferimento per Bologna: "Per qualsiasi ritrovamento le persone si rivolgono a noi"

E' la Lega italiana protezione uccelli, ma gli ospiti della sede bolognese della Lipu di via Bentini non si limita ad accogliere volatili: la famiglia è "allargata" e convivono pacificamente negli stessi (pochi) metri quadrati ricci, ghiri (come Talon, il ghiretto salvato da un temporale estivo), tartarughe, iguane, nutrie e furetti. E' la responsabile del centro Nadia Caselli a presentare gli esemplari all'interno delle loro gabbiette vengono curati o fatti crescere fino al momento dell'adozione o della graduale messa in libertà in aree controllate. 

C'è il pappagallo grigio goloso di tè alla pesca, trovato su un albero in zona Battindarno e stranamente sprovvisto sia di chip che di anellino: "Nessuna segnalazione nè richiesta da chi potrebbe averlo perso - spiega la Caselli - ed è una cosa piuttosto strana. Questo bel pappagallo parla e dalla sua voce (e soprattutto dai colpi di tosse) abbiamo capito che forse viveva nella casa di una persona anziana". Canta il motivo del Ponte sul Fiume Kwai, chiede in continuazione 'hai bisogno?' e non gli manca neppure un intercalare tipico bolognese (e non proprio raffinato), ma il problema è che non essendo schedato non è riconoscibile e quindi neppure adottabile, se non a persone o strutture che possano poi garantire reperibilità per i controlli.

Ci sono dei precedenti in questo senso e, come spiega Nadia, è capitato di affidare animali privi di riconoscimento a strutture come quelle che accolgono gli anziani, per una sorta di pet-therapy: "Avere un animale da accudire, con cui giocare e interagire fa molto bene a malati e anziani. Un esempio? Una donna anziana che non si alzava neppure dal letto: adottando un canarino e sentendo la responsabilità di un altro essere non solo ha ricominciato a camminare, ma ora esce tutte le mattine per comprargli la verdura".

Animali: feriti o abbandonati nella spazzatura, la Lipu ne ospita 3.500

In un'altra gabbia c'è un cormorano trovato a Granarolo dopo un violento acquazzone: è senza un'ala e non può volare, ma è di buon umore, soprattutto quando gli si lanciano delle acciughe da mangiare al volo. Di fianco un gabbiano, poi una upupa, una poiana e un simpaticissimo svasso. Tante le tartarughe di acqua e di terra e fra i mammiferi dei furetti (addormentati in un ingrovigliato abbraccio), numerosi ricci e anche una nutria, alla quale Nadia regala una bella pannocchia: "La nutria è un anumale molto intelligente e ha delle manine simili a quelle dell'uomo: questo la rende 'pericolosa', nel senso che riesce ad aprire la gabbia e afferrare oggetti: ne avevamo una che di notte spostava il chiavistello e si liberava, poi apriva il frigorifero e mangiava la verdura. La mattina la ritrovavamo nella sua gabbietta, ma triovavamo anche il frigo ancora aperto e l'ammanco". 

"Tutti gli animali che abbiamo qui e quelli che risiedono nelle nostre oasi naturali sono stati trovati, abbandonati o sequestrati perchè tenuti illegalmente o in condizioni inadeguate. Ogni giorno ci portano uccellini caduti dal nido, cuccioli in difficoltà e persino animali trovati nei pressi dei cassonetti, cosa che accade più spesso quando si avvicinano le vacanze estive. E neanche il tempo di dirlo, suona il campanello dell'ex demanio di Corticella: un ragazzo ha in mano una bella vaschetta con dentro una tartaruga"L'ho trovata vicino alla spazzatura in via degli Orti, all'altezza del civico 61. Era li abbandonata, l'ho presa e ho acquistati del cibo" spiega mentre compila il foglio in cui da le proprie generalità e specifica data e modalità del ritrovamento. Le persone spesso pensano che fra un animaletto e un peluches ci sia poca differenza: poi però non si prende le proprie responsabilità e agisce superficialmente.

Ma come questi volontari riescono a mantenere la struttura e a sfamare/curare tutti i 3.500 animali che ha in affidamento? "Questa sede ci è stata data dal Comune nel 2013, non abbiamo finanziamenti e siamo una squadra di volontari. Compriamo il cibo e i medicinali grazie alle donazioni e qualcuno ci regala frutta o verdura, ci sono dei negozi di animali che quando i prodotti sono in scadenza li portano qui. All'anno spendiamo circa 18 mila euro (ci sono anche le bollette!) e le offerte ammontano all'incirca a 4 mila euro. Sul nostro sito (quello della sede di Bologna) c'è scritto come è possibile darci una mano".

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