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Appennino, donna incinta in attesa dei soccorsi, Ausl: "Rispettata la procedura"

Ausl Bologna interviene sulla vicenda relativa all'intervento dei soccorsi a una donna incinta a Lizzano in Belvedere: "Imprevisto tecnico"

"Pienamente rispettata la procedura per la gestione degli interventi su donne in gravidanza residenti nell’area appenninica del territorio bolognese". Così Ausl Bologna sulla vicenda relativa all'intervento dei soccorsi a una donna incinta nel territorio di Lizzano in Belvedere. 

"Il bimbo è nato alle 16 di lunedì 6 gennaio presso la Maternità dell’Ospedale Maggiore, in assoluta sicurezza e senza alcuna complicanza. Mamma e bimbo stanno bene e nei prossimi giorni verranno dimessi" sottolinea Ausl. 

La donna, che aveva accusato dolori, al termine della gravidanza, aveva chiamato il 118 e aveva riferito di aver dovuto attendere circa quaranta minuti prima di essere trasferita in ospedale.

La cronologia dell’intervento di soccorso

"Alle 5.51 del 6 gennaio, la Centrale Operativa 118 riceve la richiesta di intervento da Vidiciatico per una donna con gravidanza a termine senza segni di travaglio, e correttamente attribuisce un codice giallo, di media gravità. Dopo 4 minuti - si legge nella nota - viene inviato il mezzo di soccorso più vicino al domicilio della paziente, l’ambulanza denominata BLSD, in postazione a Gaggio Montano. Durante il tragitto, il personale dell’ambulanza allerta l’automedica. Alle 5.59, per accorciare i tempi dell’eventuale trasferimento al Maggiore, viene attivato l’elisoccorso notturno della base di Bologna. L’elicottero non sarà tuttavia in grado di decollare a causa di un imprevisto tecnico. Alle 6.13 l’ambulanza è sul posto - continua Ausl - per accorciare i tempi di intervento, alle 6.31 l’ambulanza parte dal domicilio richiedendo l’intervento dell’automedica. Lungo il tragitto verso il Maggiore, alle 6.45, automedica e ambulanza si incontrano. Visitata la paziente, il medico sale a bordo dell’ambulanza per assisterla durante il trasferimento in Maternità. Alle 7.45 la paziente viene accolta alla Maternità dell’Ospedale Maggiore, dove, alle 16 partorisce un neonato in buone condizioni di salute".

"La procedura prevede che in assenza di segni di travaglio imminente (codice giallo), come nella vicenda in oggetto, l’ambulanza attivata dalla Centrale 118 preallerti il medico dell’automedica per un possibile intervento successivo, qualora se ne riscontri la necessità. Sulla base delle informazioni ricevute dell’equipaggio già sul posto e delle distanze, il medico può decidere di intervenire al domicilio della paziente o individuare un altro luogo dove incontrare l’ambulanza" quindi "nel caso in oggetto tale procedura è stata applicata in modo puntuale, con l’invio del mezzo di soccorso più vicino al domicilio della paziente, l’allertamento dell’automedica e l’intervento della stessa lungo il tragitto verso l’Ospedale Maggiore, assicurando così l’accoglienza al Maggiore con largo anticipo rispetto al momento del parto". 

Elisoccorso notturno 

Come aveva rilevato il sindacato dei medici l’elisoccorso "non sostituisce in alcun modo l’automedica. Quando disponibile, l’elisoccorso è solo il mezzo più veloce per raggiungere la Maternità dell’Ospedale Maggiore. In questo caso non è stato possibile utilizzarlo a causa di un problema tecnico e la signora è stata trasportata al Maggiore, in totale sicurezza, dall’ambulanza". 

"Nei primi giorni dell’anno - rende noto Ausl - l’elisoccorso notturno era già intervenuto trasportando alla Maternità dell’Ospedale Maggiore due donne in gravidanza a termine. La prima, in condizioni non critiche, il 2 gennaio da San Benedetto Val di Sambro, giunta al Maggiore in meno di 80 minuti, la seconda,  con emorragia in atto, da Porretta trasportata al Maggiore in 72 minuti". 

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