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Cronaca Navile / Via Sebastiano Serlio

Musica e pandemia, il Locomotiv Club guarda avanti: "Musica in streaming, a maggio speriamo anche live"

La pandemia ha tagliato di netto le gambe al locale: su 150 concerti programmati per tutto l'anno, ne hanno fatto uno in sala

Un passaporto vaccinale per partecipare a concerti e grandi eventi? "Non so se sarà la scelta giusta, ma se dovesse esserlo, ben venga. Per noi quello che è importante è rimetterci in moto". A farci un pensiero, pur di poter ripartire con la musica dal vivo, è Michele Giuliani, co-fondatore dell'associazione Locomotiv Club, che a Bologna gestisce l'omonimo circolo culturale in via Sebastiano Serlio, tra sala concerti, organizzazione di festival e, da poche settimane, anche sala di registrazione.

Un nuovo studio di registrazione: "Era il nostro sogno da tempo. Poi è arrivato il Covid..."

"Tutto ciò che può essere utile a mettere in moto il settore produttivo è ben accetto", spiega Giuliani alla 'Dire', intervistato nel 'suo' nuovo studio di registrazione che si trova esattamente al piano di sopra rispetto al palco dove, in un mondo senza coronavirus, si alternano band, cantanti e dj in base alla programmazione di uno dei locali più in voga, a Bologna e in gran parte del nord Italia, per i cultori della musica indie, alternative, rock, e non solo. "Questo - dice Giuliani indicando il mixer- è quello che abbiamo usato per cinque anni in sala al Locomotiv. Il progetto dello studio ha richiesto molto impegno e sforzi economici importantissimi.

Era il nostro sogno da molto tempo, gia' da prima del Covid e poi...". E poi, e' arrivata l'emergenza sanitaria. La pandemia ha tagliato di netto le gambe al locale: su 150 concerti programmati per tutto l'anno, ne hanno fatto uno in sala. "Quest'estate però siamo riusciti a suonare dal vivo per 30 serate grazie agli spazi dell'arena Puccini, organizzando due manifestazioni, 'Sunshine Superheroes' e 'Tutto molto bello', riuscendo ad accogliere 400 persone alla volta, rispettando le norme di sicurezza", spiega Gabriele Ciampichetti, un altro tra i fondatori del club.

"Speravamo di poter lavorare con le regole dell'estate e invece niente concerti"

"Speravamo di poter lavorare con le stesse regole dell'estate anche questo inverno. Come vedi - dice Ciampichetti indicando una sala con tante sedie in fila- qui avevamo allestito tutto per avere una capienza di circa 100 persone, ma con il Dpcm di ottobre non è stato possibile fare nulla".

Lo staff del Locomotiv però, nonostante "i ristori non fossero assolutamente sufficienti", non si è dato per vinto e si è candidato al bando Incredibol! del Comune di Bologna, che finanzia progetti d'impresa in ambito culturale. Con la vittoria in tasca, il club ha implementato lo studio di registrazione, aggiungendo anche l'apparato necessario per la registrazione video e lo streaming in diretta. Gli amanti dei concerti del Locomotiv dunque non devono temere: "Abbiamo intenzione di partire il prima possibile", annunciano i co-fondatori', raccontando del futuro del locale proprio mentre stanno montando sul palco le nuove attrezzature.

Mentre i papabili nomi degli artisti in scaletta rimangono riservati, Ciampichetti e Giuliani anticipano che maggio, coronavirus permettendo, sarò il mese in cui auspicano di poter tornare a fare musica "in streaming, ma soprattutto dal vivo" anche perche' per quanto possa aiutare, un live dietro lo schermo di un computer "non puo' sostituire l'esperienza di un concerto dal vivo, ma crediamo che possa essere una delle strade alternative per nuovi modi di fruizione".

(Dire) 

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