Cronaca

Proteste dei facchini e blocchi Interporto: 179 denunce e 160 indagati, sabato in piazza

Aperti fascicoli per blocco stradale e violenza privata. Cobas e collettivo Crash accusano la Granarolo di sfruttamento. La prefettura invita a "ripettare la legalità per non aggravare la situazione". Confermata la manifestazione di sabato

Un cauto commento del procuratore aggiunto Valter Giovannini, dopo lo sgombero ieri del presidio e dei blocchi ai cancelli della Cogrefrin all'Interporto, azienda che opera per Granarolo: "Aspettiamo gli atti". Sabato è in programma una manifestazione promossa dal Cobas nel centro di Bologna.

Negli uffici della Procura sono aperti da tempo diversi fascicoli sugli episodi di blocco. Cobas e collettivo Crash, accusano da tempo Granarolo di sfruttamento. Escluso l'episodio di ieri, da maggio sono state emesse 179 denunce e ad oggi sono state indagate - per i blocchi stradali o per atti di violenza privata come le 'perquisizioni' di auto private - 160 persone. "I blocchi selvaggi sono un reato - ha detto Giovannini - e danneggiano prima di tutto i lavoratori, perché con queste premesse è impossibile concludere accordi ragionevoli per tutti".

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LEGALITA' PER NON AGGRAVARE LA SITUAZIONE. Ieri sera la Prefettura di Bologna - "con riferimento alle manifestazioni in corso da parte di lavoratori di cooperative operanti nel settore della logistica" - "nel sottolineare ancora una volta il grande impegno profuso nel non facile tentativo di mediazione e di ricerca di soluzioni che potessero, pur nella i contingenza, favorire la ricollocazione lavorativa del maggior numero di lavoratori possibile, impegno che in ogni caso non verrà meno", ha rinnovato l'appello "al rispetto della legalità, per non aggravare una situazione che, allo stato attuale, presenta gravi aspetti di criticità". "Sorprende - aggiunge la Prefettura - che si prosegua in forme di protesta che obiettivamente rendono più complicato realizzare il percorso di recupero occupazionale, per il quale è necessario continuare ad impegnarsi in tutte le forme possibili".

"Il 17 luglio - ricorda la Prefettura - era stato condiviso da sindacati confederali, Si Cobas, Legacoop e aziende interessate (Consorzio Sgb, Ctl, Zeroquattro Logistica, Cogefrin, Hera) un percorso per l'assunzione di 23 facchini alla data del 31 ottobre e per la ricerca di soluzioni occupazionali per i restanti 28 entro il 31 dicembre. Nell'incontro di verifica sugli impegni programmati tenutosi il 2 ottobre, atteso che solo alcune delle assunzioni previste erano state realizzate (nove), lo stesso percorso era stato ricalendarizzato. In un successivo incontro avvenuto il 6 novembre, preceduto da alcune iniziative di protesta dei lavoratori, era stata confermata la volontà di proseguire nella ricerca di posti di lavoro. Nell'immediato si prendeva atto della disponibilità data, su richiesta della Prefettura, da Hera spa a garantire un percorso di assunzione di 5 lavoratori e da alcune cooperative sociali ad assumerne altri 5 (quindi altri dieci in totale), e ciò entro il 30 novembre, per poter poi procedere a verifica con le parti entro i primi di dicembre". "Quanto sopra - rileva la Prefettura - era stato accettato dai rappresentanti dei lavoratori, che assumevano altresì l'impegno che, pur mantenendo aperto lo stato di agitazione, le manifestazioni eventualmente indette in tale periodo si sarebbero svolte nel rispetto della legalità e senza impedire lo svolgimento dell'attività produttiva delle aziende operanti nel comparto. Nelle settimane successive, tuttavia, le proteste sono proseguite con blocchi attuati all'Interporto di Bologna e al Ctl di Cadriano, che hanno impedito lo svolgimento dell'attività produttiva. Eppure Hera Spa, adempiendo all'impegno di cui sopra, comunicava di aver emesso un bando di appalto contenente una clausola per l'assunzione di 5 lavoratori, mentre le procedure di assunzione di altri 5 facchini presso cooperative sociali, in fase di definizione, si sono interrotte a fronte delle ultime iniziative di protesta".

MANIFESTAZIONE: SABATO 23 NOVEMBRE. Come accadde il 1° giugno scorso, il sindacato Cobas intanto ha confermato la manifestazione, con raduno alle 15 in piazza Maggiore a Bologna, per "il rientro dei lavoratori della Granarolo nelle aziende" e "l'estensione di un movimento degli sfruttati e di tutti coloro che nella lotta si rendono protagonisti di un percorso di resistenza alle politiche borghesi, per un fronte unico degli sfruttati".

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