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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Long Covid, le testimonianze: "Fatica a respirare, a muoversi. Il coronavirus torna a farsi sentire, anche dopo mesi"

Il Long Covid comprende due fasi: per sintomi di durata compresa tra 4 e 12 settimane si parla di Malattia Covid-19 sintomatica persistente mentre per sintomi persistenti da più di 12 settimane si parla di Sindrome Post-Covid-19

Spossatezza, tosse, mal di testa, insonnia, difficoltà a concentrarsi. In alcuni casi anche febbre.

Sono alcuni sintomi del cosiddetto Long Covid, la sindrome di chi è sostanzialmente guarito dalla Covid ma ancora – a distanza di poco tempo e fino alle 12 settimane successive – continua a soffrire di sintomi persistenti. Come aveva spiegato in questa intervista Primiano Iannone, direttore della Medicina D dell'Ospedale Maggiore, avere questi disturbi non significa essere positivi al covid né contrarre un'infezione permanente.

È stato infatti riscontrato, dal 30% al 50% dei casi, che dopo le quattro settimane qualche sintomo rimane. Soprattutto nei pazienti che hanno contratto il Covid da sintomatici. È il caso di Martina, 31 anni, negativa dal 19 gennaio ma ancora difatti malata. Come lei, in tante e tanti lamentano del persistere dei sintomi e c'è anche chi, come Alessandra, ci racconta che a distanza di mesi il Covid si fa ancora un po' sentire.

Cos'è il Long Covid

Per essere più precisi, il Long Covid comprende due fasi: per sintomi di durata compresa tra 4 e 12 settimane dopo l’evento acuto si parla di Malattia Covid-19 sintomatica persistente mentre per sintomi persistenti da più di 12 settimane dopo l’evento acuto si parla di Sindrome Post-Covid-19.

Martina, 31 anni: febbriciattola, spossatezza e problemi gastro intestinali da settimane

"Ho avuto i primi sintomi, ovvero un forte mal di testa e febbricola, il 5 gennaio pomeriggio. Da allora non mi sono mai totalmente ripresa e oggi, praticamente 20 giorni dopo le prime avvisaglie, sebbene il tampone risulti negativo già dal 19 gennaio, continuo ogni giorno ad avere una fastidiosa alterazione della temperatura corporea, oltre a spossatezza e mal di testa. La mia dottoressa di medicina generale mi ha detto che riscontra molti casi di pazienti con strascichi da covid, nel mio caso ho riscontrato anche problemi gastro intestinali", spiega.

"Avrei dovuto fare la terza dose di vaccino il 7 gennaio ma, come accaduto a diverse persone, mi sono contagiata sfortunatamente qualche giorno prima. Spero presto di poter tornare alla vita normale, tornare al lavoro e non sentire più gli strascichi di questa malattia. Di questa esperienza mi è rimasta impressa una cosa in particolare: il referto del tampone molecolare era accompagnato da una nota su cui era scritto 'Alta carica virale'. Non so cosa sarebbe successo se non avessi avuto le due dosi di vaccino, quello che so è che il covid non è una passeggiata neanche se hai 31 anni".  

Alessandra, 36 anni: strascichi del covid da mesi 

"A marzo scorso (quando ancora non eravamo vaccinati ) io e mio marito scopriamo di essere positivi, proprio nei giorni del compleanno della nostra bimba di 4 anni. A distanza di mesi il Covid si fa ancora un po' sentire".

"Tornando a marzo scorso: la prima preoccupazione era isolare lei, per fortuna i due bagni e la collaborazione della nostra bimba che accettava di non abbracciarci e baciarci, accettava di andare a letto da sola con un bacio sfiorato con la mascherina. Ma oltre a proteggere lei dovevamo occuparci anche della bimba che avevo in grembo: a giorni sarei entrata nel nono mese, una vita reclusa in particolare nell’ultimo periodo, uscite solo per le visite mediche e gli esami e proprio in una uscita il contatto".

"Una settimana a casa, con la salute oscillante e poi il rapido peggioramento di tutti e due. Prima il ricovero di mio marito e poi il mio, al Sant’Orsola. I giorni in ospedale sono stati difficili: la tristezza e la paura e allo stesso tempo l’accoglienza del personale sanitario, un’eccellenza, un’attenzione non lasciata al caso, una cura che non dimenticheremo e che ci ha permesso di recuperare e di prenderci cura vicendevolmente. E poi il cesareo d’urgenza, l’allontanamento dalla nostra bambina, il tempo per recuperare e poi finalmente lei tra le nostre braccia. È stata dura: ricordo la prima notte a casa con mio marito, la paura di addormentarmi e di non riuscire a respirare. Quando manca il respiro manca la vita, il respiro è vita". 

"La fatica a respirare, a muoversi, la memoria, i muscoli inesistenti. A volte il covid torna a farsi sentire, anche a distanza di mesi. Pochi giorni fa ho fatto il vaccino e sentire i sintomi del covid seppur in forma lieve acutizza ferite passate, a questo si aggiunge una fastidiosa allergia a tutti i farmaci (non ancora verificata) che non mi permette di alleviare i dolori. Se solo avessimo potuto vaccinarci al tempo, tutto questo non sarebbe successo o comunque in maniera più soft. Non riesco infatti, ad oggi, parlare e confrontarmi con quelli che decidono di non vaccinarsi". 

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