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Bibbiano, minacce e offese a Lucia Borgonzoni: "Vado avanti, non mi faccio intimidire"

La candidata della Lega: "Confido nella magistratura e continuo a pensare che sul tema della tutela minori la politica debba assumersi l'impegno e la responsabilità di lavorare a una riforma del sistema delle scelte"

Numerose minacce e pesanti insulti sono  stati inviati privatamente e pubblicati anche sulla pagina ufficiale facebook della candidata della Lega alla poltrona di presidente della Regione, Lucia Borgonzoni, dopo le continue prese di posizione sulla vicenda 'Bibbiano'.

"Meriti di essere tagliata la testa", "Burattina", "Se una m...." sono solo alcune delle offese e minacce ricevute. Ma Borgonzoni non arretra: "Ecco l'effetto del clima d'odio seminato da qualche 'democratico' che forse si è dimenticato che il sindaco Carletti, già del Pd, resta indagato nell'inchiesta della procura di Reggio Emilia, insieme ad altre 28 persone, tra cui anche una funzionaria del Comune di Reggio Emilia - spiega Borgonzoni  attraverso una nota - Non mi faccio intimidire, ma vado avanti"

Lucia Borgonzoni ha pubblicato sulla sua pagina sociale le foto degli autori e gli screen delle minacce ricevute, sottolineando: " Confido nella magistratura e continuo a pensare che sul tema della tutela minori la politica debba assumersi l'impegno e la responsabilità di lavorare a una riforma del sistema delle scelte che coinvolgono bambini e famiglie, che abbia al centro la loro tutela e la massima trasparenza. Nessuno di noi vuole più assistere a ciò che è accaduto a Bibbiano".

Tutto sarà oggetto di segnalazioni e querele all'autorità giudiziaria.

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