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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Intimidazioni alla procuratrice generale Musti: riferimenti a frasi su mafia in ER

Reggente della procura generale dopo il pensionamento di Ignazio De Francisci, aveva definito l'Emilia-Romagna "distretto di mafia"

La procuratrice generale reggente di Bologna Lucia Musti è stata oggetto di due episodi di intimidazione, nei giorni scorsi. Lo riferisce l'Agenzia Ansa, che dettaglia quanto accaduto qualche settimana fa.

Il primo episodio si colloca infatti nei giorni successivi l'inaugurazione dell'anno giudiziario, dove Musti di era distinta per avere definito l'Emilia-Romagna "distretto di mafia", non solo per il rischio infiltrazione ma anche per un certo grado -da parte di professionisti compiacenti e colletti bianchi- di "condivisione del metodo mafioso".

Parole molto dure, che hanno sollevato anche qualche sopracciglio, alle quali probabilmente ha fatto riferimento quanto accaduto pochi giorni dopo. Il portone di casa della procuratrice a Bologna infatti è stato bersagliato con un getto di vernice rossa.

"Emilia-Romagna distretto di mafia"

Sempre pochi giorni dopo, direttamente all'ufficio di Musti presso Palazzo Baciocchi, sede della Corte di Appello e della procura generale, è stata recapitata una lettera minatoria, con riferimento ad alcune frasi pronunciate da Musti proprio in sede di inaugurazione dell'anno giudiziario. La prefettura ha fatto sapere di avere aumentato il protocollo di tutela della magistrata, mentre sugli episodi sono stati avviati accertamenti.

Inchiesta ndrangheta Grimilde: nell'aula bunker della Dozza parte l'appello

Attualmente sul tavolo della procuratrice reggente vi sono l'appello dell'inchiesta 'Grimilde', una quarantina di imputati e al centro le infiltrazioni della criminalità organizzata calabrese nel comune di Brescello, l'unico nella storia dell'Emilia-Romagna sciolto per mafia.

Lepore: "Responsabili vengano puniti"

“Esprimo la solidarietà e il pieno sostegno del Comune di Bologna alla procuratrice generale reggente Lucia Musti, per gli atti intimidatori subiti" è la risposta del sindaco Matteo Lepore, specificando che quelle intraprese sono "azioni gravi per le quali auspichiamo vengano presto individuati e puniti i responsabili”.

Bugani: "Solidarietà a Musti, a Bologna lotta alla mafia deve essere priorità"

Tra le diverse reazioni politihe, a stretto giro arriva anche quella dell'assessore Massimo Bugani: "Le intimidazioni mafiose alla procuratrice di Bologna, Lucia Musti -commenta l'esponente M5s- rappresentano l'ennesima conferma di quanto la lotta alla mafia debba essere obiettivo prioritario a Bologna, in Emilia Romagna e nell'intero Paese". Per quest "Intendo esprimere la piena solidarietà alla dott.ssa Musti" conclude Bugani.

Sindacati solidali: "Siamo parte civile in alcuni processi"

Vicinanza anche da parte dei sindacati. In una nota Cgil Cisl e Uil espirono "pieno sostegno al lavoro della magistratura e in particolare a quello della procuratrice" sottolineando che "che le mafie sono forti e attive in regione, ed è per questo necessario alzare il livello di guardia per contrastarne l’infiltrazione nella nostra società" e che Musti "ha svolto e sta svolgendo un lavoro prezioso in diversi processi di mafia in regione che hanno visto il sindacato costituirsi parte civile".

Ostellari (Lega): "Piena solidatierà, responsabili da individuare"

 "Auspico che venga fatta chiarezza quanto prima e siano assicurati alla giustizia gli autori di gesti così spregevoli” è il commento del senatore leghista Andrea Ostellari, presidente della commissione giustizia a palazzo Madama e commissario Lega Emilia per Salvini premier. “Chi lavora per lo Stato e combatte la mafia -aggiunge- cercando di smascherare eventuali infiltrazioni criminali, ha il nostro pieno sostegno.

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