Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Oggi esce il libro di Marco Alemanno su Lucio, presentazione a Bologna

Lucio Dalla visto con gli occhi di Marco Alemanno: "La sua voce per me era fuoco e sangue, tuono e onda di luce"

Esce oggi, edito da Bompiani, il libro di Marco Alemanno intitolato "Dalla luce alla notte". "Non mi rimane che cercare di entrare nella vita a occhi chiusi, per poter sognare che Lucio sia qui con me. Non mi rimane che fare come cantava lui stesso nella sua Futura, e quindi aspettare che ritorni la luce, e di sentire una voce, aspettare semplicemente e senza avere troppa paura quel domani che oggi tarda ancora venire". Stasera Marco Alemanno presenterà il libro alla Feltrinelli, appuntamento alle ore 18.

LUCIO ATTRAVERSO GLI OCCHI DI MARCO ALEMANNO. Lucio Dalla visto attraverso gli occhi e l'anima di Marco Alemanno. Il ricordo di un uomo e di un grande artista, raccontato da chi lo conosceva meglio e amava di più. 'Dalla Luce alla notte' (con la 'L' maiuscola poiché, secondo l'iperbole di Dalla, la madre aveva deciso di chiamarlo Ettore, ma aveva cambiato idea quando nacque gridando 'Luce!') é un libro in cui l'autore, aprendo il suo forziere dei ricordi, racconta i 15 anni trascorsi insieme. Un appassionato racconto in prima persona, simile a un viaggio vero e proprio, nella vita e nelle pieghe di un incontro, quello di Lucio con il giovane studente liceale, avvenuto nel 1997, quando Alemanno aveva solo 17 anni.

L'INCONTRO FRA IL DIACIASSETTENNE E L'ARTISTA. Un incontro avvenuto per caso per strada a Bologna, scendendo dall'autobus mentre Alemanno era con la sua ragazza di allora. Fu lei, Anna, a corrergli dietro, chiamandolo per nome: "Mi batteva forte il cuore ma ero certo che non avrei saputo dirgli nemmeno una parola per esprimergli cos'era lui per me, sin da quando avevo pochi anni: mia madre mi aveva raccontato che la prima canzone che da piccolo imparai integralmente fu L'anno che verrà... Senza saperlo aveva abitato i miei sogni e le mie paure quando per lui non ero neppure un nome o un pensiero, mentre la sua voce per me era fuoco e sangue, tuono e onda di luce". Gli siamo piaciuti anche perché "pugliesi". Negli occhi del ragazzo l'ombra oscura di un lutto: la tragica scomparsa del fratello Pasquale in mare, appena un anno prima.

"Lucio - racconta Alemanno - colse immediatamente quell'ombra". Da allora, una serie di messaggi (quei tuoi occhi carbonosi di giovane pugliese, gli aveva scritto Lucio un giorno), fino alla decisione del ragazzo di trasferirsi a Bologna per l'università e poi, nel 2003, a casa Dalla (dove ora, per questioni ereditarie, Alemanno non può più entrare). E poi un "sentimento nuovo" inatteso, la loro favola moderna, la convivenza, le tante abitudine acquisite, come la messa della domenica sera a San Domenico, il teatro, la musica, fino a quell'ultima sera a Montreux. "Forse avremmo dovuto un po' tutti chiederci se stava per accadere qualcosa di strano. Forse davvero non bisogna fidarsi della sua testarda voglia di vivere tutto e più di tutto. Bastava forse convincerlo a fermarsi un po' a riposare, senza paura della noia". I ricordi di Alemanno segnano un percorso reale ed emotivo dalle strade di Bologna a quelle di Dublino, Barcellona, Lisbona, ma anche in Sicilia, a Napoli, in Puglia e in tanti altri posti. L'opera è un viaggio fatto di parole, aneddoti, persone, odori, sensazioni e arte. Alemanno offre agli italiani un'immagine inedita di Dalla.

"Lucio non amava il giorno del suo compleanno: da quando aveva scelto per problemi di censura di modificare il titolo originale del brano Gesù bambino con la sua data di nascita, era diventato un inferno per lui. Ogni anno aumentava il numero di amici e conoscenti felici di fargli gli auguri". E ancora, il rapporto difficile dell'artista con il sonno: dormiva massimo 3-4 ore a notte, dopo di che si alzava, vagava per la casa, pensava suonava, talvolta usciva a fare un giro. Così come quello disordinato con il cibo, e soprattutto la noia, temuta avversaria di Dalla. E ancora passioni, religiosità, solitudini e follie della vita del cantante. I personaggi famosi, gli amici, da Fellini a Isabelle Huppert, da Piera degli Esposti a Padre Pio che sosteneva di aver visto anche dopo la morte. Alemanno, come scrive nella prefazione Paola Pallottino, "non ha solo composto un tributo d'amore, condotto una dolorosa autoanalisi e svelato coraggiosamente le tante verità della vita di Dalla ma, con rigore intellettuale e solida scrittura, ha compiuto un gesto di grande generosità". Oltre alle parole, anche quaranta fotografie, scattate dallo stesso Alemanno tra il 2004 e il 2011, mentre era in giro per il mondo con Lucio: per creare l'illusione di esserci stati, quando fissava in un'immagine quello che gli occhi di Lucio, insieme ai suoi, si erano fermati a guardare... Perché "quando la notte gli si fermava intorno, Lucio sedeva, sereno e vigile, ad ascoltare il suo respiro, che da sempre, per lui, sapeva di vita, sapeva di domani, sapeva di mistero".

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