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Dossier lavoratori Ex Breda, il ministro Di Maio a Bologna

Il responsabile di lavoro e sviluppo economico a colloquio con i sindacati davanti lo stabilimento. In serata il vicepremier a Imola per sostenere la candidata

Il ministro del Lavoro e vicepremier Luigi Di Maio sarà domani a Bologna per 'toccare con mano' la crisi della ex Bredamenarinibus, storica azienda di bus confluita in Industria italiana autobus assieme all'ex Irisbus di Flumeri e da allora piombata in una sorta di 'limbo' produttivo.

Di Maio incontrerà il sindacato, i delegati e gli operai proprio davanti ai cancelli aziendali in via San Donato (dato anche che l'azienda di sabato è chiusa). L'appuntamento è per le 10.30 e "ringrazio fin da ora il ministro", dice il segretario della Fiom dell'Emilia-Romagna, Bruno Papignani, reduce da un recente incontro con il gruppo M5s della Regione per fare il punto sulle difficolta' aziendali (ha le commesse ma manca la liquidità per dare gambe alla produzione e aumenta la prospettiva di bus costruiti all'estero).

A Di Maio nelle scorse settimane scorsi si era rivolto anche il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, chiedendogli un impegno sulle principali crisi aziendali in atto in regione, tra cui appunto quella della ex Bredamenarinibus, spiegandogli in particolare che, "dopo l'assegnazione di diverse commesse per la realizzazione di autobus,

Industria italiana autobus non ha ancora presentato le necessarie garanzie finanziarie per permettere di realizzare la piena produzione nei propri stabilimenti in Italia a scapito dei lavoratori presenti, con il rischio di crescenti tensioni dovute alla precarietà del piano industriale". Il giorno prima dell'iniziativa assunta da Bonaccini, anche il sindacato aveva lanciato il suo Sos al neo vicepremier: "Luigi Di Maio era venuto qui mesi fa dicendo che quest'azienda era un gioiello da riportare sotto il controllo pubblico: non pretendiamo tanto, pretendiamo che si facciano lavorare i lavoratori e si trovi un imprenditore serio", aveva detto il 5 giugno scorso lo stesso Papignani.

Di fatto l'ex Breda vive una lunghissima stasi. Tutta la storia dell'azienda, con focus sugli ultimi complicati anni di annunci e polemiche, è stata riassunta a Di Maio nelle 15 pagine del "memoriale" (firmato dalla Fiom-Cgil di Bologna così come da Fim-Cisl e Uilm-Uil). Un modo per evidenziare una volta di più che avanti così non si può andare: il personale è ulteriormente calato, da 194 a 151 unità, e di fatto viene pagato per non lavorare, riassumono i sindacati.

"Gli stabilimenti- veniva spiegato a Di Maio- sono costretti a non lavorare perché mancano attrezzature e componenti, le gare d'appalto vengono vinte ma la produzione resta in Turchia". E dunque, allarmi e pressing su Di Maio (portato avanti anche dal Comune di Bologna) sembrano dunque aver fatto breccia e ottenuto udienza. (Mac/ Dire)

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