Gruppo Maccaferri, preoccupazione di Fiom Cgil: "A rischio centinaia di posti di lavoro"

"Da aprile 2019 che denunciamo questa situazione con scioperi e manifestazioni. Siamo al fianco dei lavoratori e non lasceremo nulla di intentato per dare un futuro a queste fabbriche che rappresentano la storia metalmeccanica a Bologna, ai suoi lavoratori e alle loro famiglie"

"Apprendiamo dai lavoratori, dalle lavoratrici e dalle Rsu delle Aziende del gruppo Maccaferri (Samp, Officine Maccaferri, Seci) che come riportato anche in queste ore dagli organi di stampa, la Guardia di Finanza, su mandato della Procura della Repubblica, sta ispezionando gli uffici e controllando i dati nei pc delle diverse Aziende. Aldilà delle indagini che la Procura sta effettuando per far luce su una vicenda sempre più oscura e drammatica, la Fiom-Cgil, le Rsu e i lavoratori stessi esprimono ancora una volta una forte preoccupazione sulla situazione del Gruppo, perché sono a rischio centinaia di posti di lavoro". Questa la nota della Fiom Cgil Bologna a seguito del sequestro del capitale sociale della società Sei. 

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"Un buco nero nella vicenda"

"Da tempo stiamo incalzando la Direzione del Gruppo sostenendo che il tempo sta passando inutilmente, e che le soluzioni che ci venivano prospettate come a portata di mano si stanno allontanando. I fatti di queste ore confermano ancora una volta il buco nero nella vicenda. La Fiom Cgil, nel richiedere che sia fatta piena luce su questi aspetti anche inquietanti della vicenda Maccaferri, non esclude di costituirsi parte civile in un eventuale processo. È da aprile 2019 che denunciamo questa situazione con scioperi e manifestazioni. Siamo e saremo sempre a fianco dei lavoratori e non lasceremo nulla di intentato per dare un futuro a queste fabbriche che rappresentano la storia metalmeccanica a Bologna, ai suoi lavoratori e alle loro famiglie. Le professionalità e le competenze delle persone che lavorano in tutte le aziende del Gruppo sono ora il bene più prezioso, da difendere con ogni mezzo a disposizione".

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