Realtà virtuale, la macchina del tempo per vivere la Bologna del Medioevo

Un viaggio nel tempo reso possibile grazie alle nuove tecnologie. La presentazione in occasione della Festa della Storia: "Bologna è la prima. Emozionante e vicinissimo alla realtà"

Riconoscete Piazza Santo Stefano? Ecco com'era nel Medioevo ed ecco come, attraverso un progetto diventato concreto grazie alla realtà virtuale, è possibile fare una passeggiata nella Bologna del XIII secolo (VIDEO: FANTASTICO VIAGGIO VIRTUALE) : scansare i carri per raggiungere il mercato, avere informazioni sui palazzi storici, incontrare persone dell'epoca (mercanti, mendicantim frati...) salire sulle balaustre delle torri per ammirare il panorama e persino volare. E l'esperienza sarà aperta a tutti il 3 dicembre in Salaborsa, grazie a un tour virtuale per il pubblico (oggi lo abbiamo provato per voi).  

A presentare "La Macchina del Tempo", non a caso dall'interno del Museo Medievale di Bologna, fra gli altri anche lo storico nonchè presidente della Festa della Storia Rolando Dondarini: "Ero dubbioso sulla realtà virtuale, poi ho capito che strumenti come questi non annullano le attività di insegnanti e musei, ma anzi, amplificano la loro funzione. L'esperienza in sè è poi davvero emozionante e la Bologna del Medioevo era davvero molti simile a quella qui rappresentata: la ricostruzione è fedelissima". 

La tecnologia al servizio della divulgazione storica quindi. "L'utente non è passivo, ma cammina davvero dentro la scena, si sposta al suo interno, interagisce compiendo azioni con oggetti virtuali, può provare addirittura le vertigini se si affaccia dall'alto delle Torri - spiegano Massimo Sinigaglia, cofounder TOWERandPOWER e Luca Marchetti, ceo Studio Evil (il partner tecnologico del progetto) - Si tratta di qualcosa di davvero difficile da descrivere a parole e solo provando è possibile comprendere: è per questo che verrà messo a disposizione in anteprima durante la Festa della Storia". 

Sono quasi 4 mila gli edifici che compaiono nello scenario ricostruite nell'esatta ubicazione e mille di questi sono quelli 'solidi', cioè ricostruiti interamente e in ogni minimo dettaglio: "Abbiamo coniugato ampiezza e rigore - ha spiegato Massimo Sinigaglia - e grazie alla tecnologia HTC le regole del gioco sono cambiate a favore di una maggiore complessità del disegno (rispetto alle versioni di qualche tempo fa) e contiamo che questo progetto rappresenti un ponte fra passato e futuro. Bologna per il momento è l'unica città italiana ad avere la sua Macchina del Tempo".

Al tavolo della conferenza di presentazione erano seduti: Massimo Medica, Responsabile dei Musei Civici d'Arte Antica/Istituzione Bologna Musei; Rolando Dondarini, storico, presidente Festa della Storia; Massimo Sinigaglia, cofounder TOWERandPOWER e Luca Marchetti, ceo Studio Evil. 

La mediazione dello storico tra fonti e infotainment.  "L’esperienza immersiva HTC VIVE mette di fronte non solo i divulgatori ma tutti gli studiosi ad una nuova modalità di fruizione della storia (e dell’arte), che ispirerà nuove riflessioni e richiederà forse nuove weltanschauung;  non stiamo esagerando, infatti la definizione che abbiamo proposto perché meglio sintetizza questa evoluzione epocale è proprio: La  Macchina del Tempo".

"Lo storico di domani, senza la paura di perdere il proprio rigore scientifico, non potrà rifiutare tutto questo aggiungendo così un “appeal” innegabile al proprio lavoro ed apportando le proprie competenze nel confronto con i veri grandi promotori di questo cambiamento tecnologico, cioè l’industria del Gaming e dell’entertainment in genere".

"Affinché questo scambio di saperi sia proficuo serve la consapevolezza che mai le istituzioni accademiche o culturali avrebbero avuto le risorse per gli ingenti investimenti che hanno prodotto hardware e software così performanti, dovuti solo al contributo dell’industria del Gaming, spinta ovviamente dai propri legittimi obiettivi di profitto. La risultante di questo processo è che comunque – se lo vorranno – storici e divulgatori potranno disporre di strumenti dalle incredibile potenzialità, che a breve consentiranno letteralmente il sostanziale superamento dei limiti del tempo e dello spazio con l’accesso ad una nuova realtà virtuale. Non esiste limite alla fantasia nell’ipotizzare gli impagabili vantaggi didattici di potenziale realizzazione: per esempio visite virtuali (ma molto verosimili) in tombe o luoghi chiusi al pubblico per necessità di conservazione o per semplice mancanza di valorizzazione – forse molti bolognesi potrebbero aver perso memoria del teatro romano, purtroppo da diversi anni celato alla loro vista – senza dimenticare i siti inaccessibili posti in zone di guerra (magari Palmira o Leptis Magna).

Anche in scenari storici più “nostrani” diventa emotivamente coinvolgente passeggiare a cavallo o su un carretto “virtuali” tra strade principali e stretti vicoli, via via più dettagliati, magari anche con acrobazie aeree dalla cima delle torri. In queste prospettive potenzialmente illimitate la mediazione dello storico non sarà certamente sminuita, poiché quello che si realizzerebbe virtualmente potrebbe anche non essere “vero”, ma rimarrebbe “autentico” solo se la qualità dei particolari venisse certificata da un esperto, custode dell’attendibilità scientifica: la sfida del rigore unito alla gradevole divulgazione sarà quindi il vero banco di prova delle nuove tecnologie".
 



 

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