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Foto Pixabay

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Maestra arrestata, il presidente del quartiere: "Nessuna avvisaglia? Comunità che non si relaziona"

Daniele Ara sull'arresto per maltrattamenti dell'insegnante alla scuola d'Infanzia "Manzini"

"Non è possibile che i genitori non hanno detto niente a nessuno, non è possibile che non ci siano delle reti di connessione tra i genitori e che sia emerso tutto solo con l'azione della polizia".

 A dirlo è il presidente del quartiere Navile, Daniele Ara, commentando l'arresto per maltrattamenti dell'insegnante alla scuola d'Infanzia "Manzini". 

Maltratta i bimbi della scuola d'infanzia: insegnante arrestata 

Ara, intervenuto a un incontro sulle azioni di Welfare messe in campo dalla città, organizzato dal Pd Navile e al quale hanno partecipato anche l'assessore alla Cultura, Matteo Lepore e la consigliera comunale dem Federica Mazzoni, ha sottolineato che in quella parte della città "si devono ricostruire molti legami sociali tra le persone" ed è "evidente che questo anno, a causa del coronavirus, si è aggravato tutto". Quindi "quella comunità che va alle Manzini è una comunità che non si relaziona, e probabilmente se quelle avvisaglie - sui maltrattamenti - le avessimo viste prima" le cose sarebbero andate, forse, in modo diverso. Fare "welfare significa fare società. Creare coesione sociale, la stessa di cui parla Ara e che e' innegabile di come si sia molto perduta", concorda Mazzoni.

A fermare la maestra, sono stati i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna. La donna, incensurata e dipendente comunale, il 6 febbraio è finita in manette in flagranza di reato, dopo le intercettazioni da parte dei militari, coordinati dalla Procura. 

Lo stesso giorno, il Comune di Bologna ha sospeso la sua dipendente, sottolineando che non avrebbe fatto "ritorno a scuola finché non saranno accertati i fatti". 

Alla cortese attenzione
Assessora Educazione, Scuola, Pari opportunità e differenze di genere, Susanna Zaccaria,
Presidente della VI Commissione Consiliare, Federica Mazzoni,
Capo Area Educazione, Istruzione e nuove generazioni, Direttore IES, Miriam Pompilia Pepe,

"Episodi che ledono il rapporto di fiducia"

Sul caso è intervenuto anche la Rete dei Comitati Genitori delle Scuole della Città Metropolitana di Bologna, inviando una lettera all'Assessora alla scuola Susanna Zaccaria, alla Presidente della VI Commissione Consiliare, Federica Mazzoni e alla Capo Area Educazione, Miriam Pompilia Pepe: "E' nostro fermo desiderio esprimere grande vicinanza ai bambini e alle bambine coinvolte nei gravi episodi avvenuti alla scuola dell'infanzia Manzini e alle loro famiglie. Contemporaneamente - si legge nella lettera - riteniamo non meno importante in questo momento,
manifestare la nostra solidarietà e attestazione di fiducia a tutte le educatrici ed insegnanti che ogni giorno a Bologna si prendono cura di migliaia di bambini e bambine con grande sensibilità, competenza e professionalità, avendo, come priorità assoluta, la loro sicurezza e serenità". 

Per la Rete, episodi come questi "oltre a danneggiare fisicamente e psicologicamente i protagonisti, ledono in modo non meno grave, quel fondamentale rapporto di fiducia che lega le famiglie al personale dei servizi e delle scuole dell'infanzia, ma anche alle istituzioni che li gestiscono e che ne devono garantire l'affidabilità. Anche per queste ragioni ci sentiamo di intervenire chiedendo chiarezza e tempestività nell'accertare le responsabilità e nell’affrontare il tema delicato e cruciale della prevenzione e della tutela delle condizioni di lavoro". 

Il timore dei Comitati dei genitori è infatti "che la complessità del ruolo di educatori e insegnanti a tutti i livelli possa
risultare in certi casi sottovalutata e, come abbiamo visto accadere in moltissimi altri ambiti, che la pandemia possa diventare un amplificatore di criticità latenti che possono esplodere". 

Chiedono fdunque alle istituzioni di "impedire che episodi analoghi possano nuovamente capitare. Crediamo dunque occorra lavorare con urgenza sulla consapevolezza, sulla motivazione e sulla prevenzione, mettendo in campo tutte le 'sentinelle' utili a cogliere all'insorgenza i segnali di disagio individuale e di sofferenza sia del singolo gruppo sia dell'intero sistema. Siamo fermamente convinti che quanto occorra sia in larga parte già nelle
disponibilità del servizio ma che occorra riflettere su come darne nuova e migliore espressione - concludono - nella piena consapevolezza di condividere diffusamente quel profondo senso di appartenenza a quel patrimonio educativo rappresentato dai servizi scolastici della nostra città".

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