Cronaca

Mafie in Emilia: arrestata anche consulente finanziaria, spalleggiava gli affari della 'Ndrangheta

Ricevette alcuni boss nel suo studio in Santo Stefano e si sarebbe messa "a disposizione" di uno degli affiliati al clan "fornendo consulenza e opera professionale per gli affari" gestiti dal gruppo criminale. E' in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa

Il procuratore antimafia nazionale Roberti, con il procuratore di Bologna Alfonso

Politici, giornalisti, esponenti delle forze dell'ordine, il padre di un calciatore Azzurro, anche imprenditori e professionisti. C'è di tutto un po' tra le 117 persone arrestate in seno alla maxi operazione antimafia in Emilia, 'a memoria la più grande indagine sulle mafie al Nord finora', come ha detto il procuratore antimafia nazionale, Franco Roberti (VIDEO -  ROBERTI ILLUSTRA L'INDAGINE).

Tra gli arrestati, anche una consulente bancaria e finanziaria con lo studio in via Santo Stefano, a Bologna. La professionista sarebbe stata infatti al servizio degli affiliati alla cosca 'ndraghetista scoperta dalla maxi inchiesta "Aemilia" della Dda dell'Emilia-Romagna. Da quanto emerge, la consulente nel marzo del 2012 avrebbe aperto il suo studio al boss Nicolino Grande Aracri, capo del clan di Cutro. Ex funzionaria di Ber banca, la consulente era già stata condannata (nel marzo 2014) per appropriazione indebita.

La donna, che da ieri è in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, stando a quanto emerso dalle indagini si sarebbe messa "a completa disposizione" di uno degli affiliati al clan "fornendo consulenza e opera professionale per gli affari" gestiti dal gruppo criminale. Tra le altre cose, si sarebbe adoperata per trovare nuovi progetti per la cosca, ha fatto da intermediaria in una trattativa tra gli affiliati e un'altra organizzazione criminale estera, e ha anche aiutato la cosca nel tentativo di inserirsi nelle aste per i beni mobili e immobili provenienti dal fallimento Rizzi a Verona. Proprio per quest'ultimo scopo, l'1 marzo 2012, la consulente  incontrò nel suo studio Gualtieri e Nicolino Grande Aracri.

In questo incontro, si sarebbe messa a disposizione per attivarsi a trovare strategie per l'acquisizione dei beni fallimentari della società Rizzi. Nella nota della Procura si legge che l'ex bancaria ha dato il suo contributo "nella piena consapevolezza e volontà di dare apporto ad un gruppo organizzato appartenente alla 'ndrangheta e ricercava in ciò anche una propria affermazione professionale". Nell'inchiesta è coinvolto anche il marito della donna, che l'avrebbe aiutata nelle varie operazioni. E' indagato per concorso esterno in associazione mafiosa: la Procura aveva chiesto una misura cautelare ma il gip l'ha rigettata.

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