Giovedì, 28 Ottobre 2021
Cronaca

Mafie in Emilia, il procuratore capo Amato: "Reati-spia ora sono quelli fiscali"

Così il magistrato bolognese durante un incontro sulla legalità promosso dalla Cgil

Le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna? Ora si riconoscono per via di alcuni reati fiscali. E' questa la intesi che fornisce il procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, che stamane è intervenuto a un convegno sul lavoro e sulla legalità organizzato dalla Cgil. Il cambiamento si sarebbe verificato in corrispondenza del primo processo Aemilia.

Le vicende della prima fase di Aemilia, spiega il magistrato, "erano quelle che tradizionalmente caratterizzano le associazioni criminali, come minacce, estorsioni e intimidazioni", mentre ora "queste infiltrazioni sono cambiate, diventando tipicamente economiche, perché evidentemente non c'è più la necessità di minacce o intimidazioni".

Insomma, meno reati 'fisici', che fanno scalpore e lasciano delle tracce palesi nel vissuto delle persone e delle comunità. In compenso crescono le contestazioni di natura fiscale, i reati da 'colletto bianco' come "il riciclaggio, l'autoriciclaggio e la bancarotta" osserva Amato, che del pari pone l'accento sull'importanza della "perseveranza investigativa, che ci consente di cogliere le innovazioni delle associazioni criminali".

In questo senso, chiosa il procuratore, "ho trovato molto corretto il capitolo del rapporto 'Law' dedicato alle false fatturazioni", anche perché "questi nuovi tipi di infiltrazioni ledono nuovi tipi di interessi, a cominciare da quelli del lavoro". (Ama/ Dire)

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