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Blitz anti-mafia, colpo alla 'ndrangheta: le reazioni della politica

Nell’ambito dell’operazione, che ha coinvolto anche esponenti politici, sono impegnati circa 300 agenti della Polizia di Stato

"Ringrazio il procuratore di Bologna Giuseppe Amato, i vertici della Dda e tutti gli investigatori che hanno condotto quest'altra operazione contro la 'ndrangheta nella nostra regione che, lo ribadisco, vogliamo libera dalle cosche".  Una battaglia che "possiamo vincere". Così il governatore dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini  a commento dell'operazione anti-mafia ancora in corso in Emilia-Romagna. "non va nè taciuta nè sottovalutata la presenza della criminalità organizzata anche in Emilia-Romagna, dove cerca di infiltrarsi nella pubblica amministrazione e nell'economia legale", afferma Bonaccini, che rivendica l'approvazione del Testo unico per la legalità nel 2016, l'istituzione delle 'white list' delle imprese impegnate nella ricostruzione post-sisma, il protocollo del 2018 con le Prefetture per rafforzare prevenzione e contrasto alle mafie in Emilia-Romagna, i progetti con le scuole e i fondi stanziati per il recupero dei beni sequestrati. "Quella contro le mafie è una battaglia che possiamo vincere- afferma il presidente della Regione- dando il massimo appoggio alla magistratura e alle forze di pubblica sicurezza, ma ricordandoci sempre che ogni giorno ciascuno di noi deve fare la sua parte, schierandosi con la legalità". Per questo, continua Bonaccini, "ci battiamo ogni giorno affinchè cresca la coscienza civile e la cittadinanza responsabile, per non lasciare spazi di alcun tipo alla criminalità organizzata. E collaboriamo con le Prefetture, gli inquirenti e le forze dell'ordine, impegnati in un lavoro straordinario ogni giorno, come hanno dimostrato anche oggi, facendo fronte comune. Anche per questo abbiamo voluto che il processo Aemilia, nel quale la Regione si è costituita parte civile, si svolgesse a Bologna e a Reggio Emilia, finanziando l'allestimento degli spazi necessari alle udienze", ricorda ancora Bonaccini.

“Se qualcuno pensava che dopo il processo Aemilia fosse tornato tutto a posto a posto, l’operazione di questa mattina della Dda di Bologna e l’arresto del presidente del Consiglio comunale di Piacenza sono la dimostrazione che sradicare chi ha messo solide radici nel tessuto economico e politico della nostra regione non è operazione immediata, né semplice", ha scritto Andrea Bertani, capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle "servono gli sforzi e l'attenzione di tutti, non certo atteggiamenti anestetizzanti così come ha fatto per anni chi governa l’Emilia-Romagna, prima negando e poi minimizzando i tanti episodi che si sono verificati, a Reggio come a Bologna e Modena. Per questo alla luce di questi eventi è ancor di più incomprensibile l’opposizione che il Pd ha fatto in tutti questi anni alla nostra proposta di nominare una commissione regionale d'inchiesta sulle mafie”.

I provvedimenti, emessi dal Gip presso il Tribunale di Bologna su richiesta della Dda, sono eseguiti dai poliziotti della squadra mobile di Bologna in collaborazione con quelle di Parma, Reggio Emilia e Piacenza in varie province dell’Emilia Romagna.A finire in manette anche Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale di Piacenza, in quota Fratelli d'Italia.

Nell’ambito dell’operazione, denominata Grimilde, sono impegnati circa 300 tra donne e uomini della Polizia di Stato, appartenenti a tutti gli Uffici investigativi dell’Emilia Romagna, al Reparto Mobile di Bologna, al Reparto volo Emilia Romagna, al Reparto Prevenzione Crimine Emilia Romagna, alle Unità Cinofile della Polizia di Stato.

"Il quadro che emerge nell'inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nel nord-Italia che in queste ore sta toccando l'Emilia è inquietante. La lotta alla criminalità organizzata e alle cosche deve essere un punto fermo di tutte le forze politiche e di tutte le istituzioni. Dobbiamo lavorare insieme per creare anticorpi capaci di lasciare fuori dalla porta delle istituzioni ogni tentativo criminale. Servono azioni di governo a tutti i livelli - scrive il segretario del PD dell'Emilia-Romagna, Paolo Calvano - i fatti contestati al Presidente del Consiglio comunale di Piacenza, sono gravi e preoccupanti, e lui ne dovrebbe prendere atto. Così come il Governo, a partire dal Ministro dell'Interno, deve farsi carico di capire cosa sta succedendo nella amministrazione piacentina. In Emilia-Romagna abbiamo sempre messo la lotta alle mafie ai primi posti della nostra azione di governo e oggi ribadiamo il nostro massimo impegno per l'affermazione della legalità".

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"Siamo contenti del risultato raggiunto fino ad ora, ma non ci fermiamo qui, andiamo avanti per questa strada ". Così ha fatto sapere Luca Armeni, capo della Squadra Mobile di Bologna.

"Non ho notizie- si limita a dire il capogruppo di FdI Michele Facci- se non quelle delle agenzie di stampa e dei giornali. Fino a quando non ci saranno notizie più precise da parte della Questura non saremo in grado di dire nulla, fermo restando che si ha sempre la massima fiducia nell'operato della magistratura. Se questo può essere un boomerang in vista della campagna elettorale per le regionali? Tutto può essere, senza dati però non siamo in grado di dire nulla neanche dal punto di vista politico".

"La giornata inizia bene! Maxi operazione contro la ‘ndrangheta in Emilia: 300 agenti sul campo per un centinaio di perquisizioni in tutta Italia e arresti per associazione di stampo mafioso, estorsione, danneggiamento, truffa - scrive il Ministro dell'interno Matteo Salvini sui social - grazie alle Forze dell’Ordine e in particolare al Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, alla Squadra Mobile di Bologna e agli inquirenti. Nessuna tregua e TOLLERANZA ZERO per boss e delinquenti della malavita. Avanti tutta."

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"È appena stato arrestato il presidente del Consiglio comunale di Piacenza ed esponente politico di Fratelli d'Italia. Ora si valuti immediatamente la nomina di una commissione di accesso agli atti per capire se ci sono i presupposti per lo scioglimento del Comune per mafia", ha twittato il modenese Michele dell'Orco, il sottosegretario ai Trasporti del M5S.

“Quello descritto dagli investigatori è un sistema purtroppo del tutto simile a quello delle altre inchieste che si sono svolte negli ultimi anni, segnale quest’ultimo che evidentemente il sistema criminale ha inquinato profondamente la vita economica e democratica della nostra regione – aggiunge Andrea Bertani - La politica adesso deve avere il coraggio di rimettere la questione morale al centro della propria agenda senza aspettare l’azione della magistratura. Su questo si gioca buona parte del futuro, non solo dell’Emilia-Romagna ma dell’intero Paese. Sono questi i comportamenti da combattere se vogliamo preservare la buona politica e per questo ci aspettiamo che Fratelli d’Italia prenda immediatamente le distanze dall’attuale presidente del Consiglio comunale di Piacenza arrestato questa mattina con un’accusa molto pesante per chi ha il dovere di rappresentare le istituzioni. Prenda esempio dal Movimento 5 Stelle che, per molto meno, non ha dubbi nell’allontanare chi sbaglia” conclude il capogruppo regionale M5S. 

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