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Sesta tempesta in poco più di un mese: si allunga la lista dei danni

Il Presidente Bonaccini ha deciso di estendere 'agli ultimi eventi la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale'

Danni a case, capannoni e colture, e poi allagamenti, tantio che in alcune zone della regione è stata anche scollegata l'energia elettrica. Si tratta della sesta tempesta in un mese e mezzo, cosi il Presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini ha deciso di estendere "agli ultimi eventi la richiesta di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale già avanzata al Dipartimento di Protezione civile dopo i fenomeni meteo di fine giugno e dell'11 luglio".

Bonaccini fa sapere che la Regione è pronta a stanziare altre risorse. 

LA RICOGNIZIONE DEI DANNI. Le zone più colpite sono: nel forlivese-cesenate i comuni di Forlì, Dovadola, Castrocaro Terme e Terra del Sole, Modigliana e Roncofreddo; nel ferrarese Codigoro, Comacchio, Fiscaglia, Ostellato e Mesola; nel ravennate Alfonsine, Lugo, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno; nel riminese Sant’Agata Feltria, Pennabilli, Novafeltria e Talamello.
Il maltempo ha provocato la rottura di rami e la caduta di alberi, che in alcuni casi hanno determinato l’interruzione della viabilità principale - in particolare della superstrada Ferrara-Mare e della Romea, nel ferrarese e nel ravennate - e secondaria, oltre a danni ad abitazioni private, attività produttive ed edifici pubblici. A causa del forte vento si sono verificate interruzioni nell’erogazione dell’energia elettrica: stamattina circa 700 utenze alimentate dalla media tensione risultavano ancora scollegate dalla rete, 500 delle quali solo nel comune di Mesola (Fe). I tecnici sono al lavoro e si prevede che la situazione sarà risolta entro sera. 

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