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Azienda bio a Lizzano chiede aiuto: 'Il vento ha spazzato via le nostre serre'

I prezzi di mercato non permettono alle piccole aziende di inserire capitoli di spesa che ammortizzino i danni provocati da calamità, così il titolare Michele Sandri lancia il crowdfunding

"Non è facile chiedere aiuto. Non è per elemosina compassionevole o perché ci crediamo più sfigati di altri, che lo facciamo". Michele Sandri, titolare de "Le Cascate" un'azienda agricola in località Roncore a Rocca Corneta di Lizzano in Belvedere, è un giovane che ha scelto di produrre ortaggi, erbe officinali e sementi biologici, ma ora è in difficoltà: una tempesta di vento a 180 km orari a dicembre ha distrutto gran parte delle serre. 

"Un danno che va da 15 a 17mila euro, le strutture sono state installate con un finanziamento, quindi ora dobbiamo affrontare anche i problemi burocratici per ripartire, ma questa volta con serre più piccole" ha detto Michele a Bologna Today. 

Così, non proprio a cuore leggero, si è convinto a usare uno strumento "moderno" per chiedere aiuto e ripartire, il crowdfunding sulla piattaforma "BuonaCausa". Michele rivendica la sua scelta di vita "che si inserisce integralmente nelle dinamiche e nelle battaglie sociali, politiche ed economiche, della società in cui viviamo e vivete" anche con la preservazione del territorio coltivandolo lasciando "intatta la fertilità naturale dei terreni, la purezza delle acque e dell’aria, insomma a garantire un futuro a questi stessi luoghi", e continua "chi crede che le piccole aziende come le nostre siano inefficienti ed economicamente non sostenibili, elitarie o folkloristiche, non conosce la realtà dei fatti, non sa che l’industria dell’agroalimentare tradizionale e meccanicizzata è storicamente tenuta in vita solamente dagli incentivi statali ed europei e che, paradossalmente, alcune piccole aziende biologiche sono fra i pochi modelli d’impresa agricola i cui bilanci potrebbero prescindere da contributi esterni".
Eppure, nonostante i tanti piccoli successi di alcune realtà, i prezzi di mercato di questo tipo di prodotti non permettono alle piccole aziende di inserire capitoli di spesa che ammortizzino i danni provocati da calamità. 

Quindi "senza vittimismo né eroismo, il contadino biologico, si assume oggi l’incarico di trovare la strada per garantire in un prossimo futuro l’autosufficienza alimentare ai nostri territori, lo fa non per soldi ma per volontà e passione, lo fa sobbarcandosi l’impatto dei cambiamenti climatici e le discutibili pretese del mercato" e conclude "credendo di farcela, grazie a tutte e tutti". 

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