Il Mambo si trasforma e diventa casa per artisti: nasce il "Nuovo forno del pane"

Nel mese di maggio 2020 l'Istituzione Bologna Musei lancerà una open call rivolta ad artisti residenti o domiciliati a Bologna, al momento privi di uno spazio/laboratorio in cui portare avanti i propri progetti

Non più spazio espositivo ma spazio di produzione, comunità creativa in cui l'arte diventa pane per la mente e il museo si trasforma in forno, incubatore della creatività, spazio che Bologna offre ai suoi artisti per ripartire, per rinascere dopo questa emergenza planetaria.

È il nuovo Mambo, il Museo d'Arte Moderna di Bologna, che da museo diventa residenza per artisti: artisti, fotografi, designer, registi e creativi in genere, che nel museo hanno sempre visto un punto di riferimento con il quale confrontarsi nell'ambito delle loro pratiche, vi troveranno uno spazio di lavoro formando una vera e propria comunità creativa. Questo progetto, ideato dal direttore Lorenzo Balbi in collaborazione con il cda dell'Istituzione Bologna Musei, nasce dalla necessità di reinventarsi e di non farsi 'abbattere' dalla pandemia, 

La programmazione espositiva sarà parzialmente e temporaneamente interrotta per dare un luogo di lavoro agli artisti del territorio che ne abbiano bisogno per ripartire. Nel mese di maggio 2020 l'Istituzione Bologna Musei lancerà una open call rivolta ad artisti residenti o domiciliati a Bologna, al momento privi di uno spazio/laboratorio in cui portare avanti i propri progetti.

Call e graduatoria

Con Nuovo Forno del Pane il Comune di Bologna, l'Istituzione Bologna Musei e il MAMbo si mobilitano assumendo un ruolo di maggiore responsabilità sociale a sostegno di categorie particolarmente colpite dalla crisi legata alla pandemia. Il numero dei creativi selezionati dallo staff interno del museo sarà commisurato alle indicazioni sull'organizzazione degli spazi di lavoro stabiliti dalle autorità governative e locali per la gestione della Fase 2 dell'emergenza Coronavirus.

Dalla selezione scaturirà una graduatoria per l'assegnazione degli spazi e di un incentivo per l'avvio della produzione di nuove opere. Alle medesime (oltre che alle preesistenti normative) si farà riferimento anche per il riallestimento degli spazi della Sala delle Ciminiere e di altre aree del museo, che saranno suddivisi in atelier/laboratorio e potranno comprendere, oltre ai veri e propri studi, anche altre strutture aperte a diversi soggetti come, ad esempio: una sala di registrazione/montaggio video, un laboratorio fotografico e camera oscura, una piccola stamperia, un laboratorio di falegnameria, uno spazio di sperimentazione sulle nuove tecnologie di Realtà Aumentata, un'emittente radiofonica (è allo studio una collaborazione NEU Radio), uno spazio per l'editoria artistica, una sala musica, un'area performativa e una dedicata a reading group di autoformazione.

In questo contesto, le collezioni permanenti MAMbo e Museo Morandi e la biblioteca (con le sezioni dedicate alla storia della GAM, all'attività espositiva, a Giorgio Morandi e il Fondo Concetto Pozzati), con le modalità di gradualità nella riapertura dei musei definite dall'Istituzione Bologna Musei, proseguiranno nelle loro funzioni fondamentali di valorizzazione del patrimonio, di testimonianza dell'identità dell'istituzione e delle urgenze del presente, ma diventeranno al contempo luoghi in cui sperimentare la museologia più radicale, proponendo piccoli focus temporanei che attingeranno alle opere non esposte, riflettendo sui temi della contemporaneità.

"Forse questo è il primo progetto che Bologna lancia come ponte verso il futuro - dice l'assessore alla Cultura, Matteo Lepore - forse ci ricorderemo del 4 maggio come il giorno nel quale abbiamo iniziato a costruire un'idea nuova di città e di come la cultura ne sia protagonista".

In ogni caso, il Mambo non sarà chiuso al pubblico fino al 2021, ma anzi il pubblico diventerà parte rilevante per la riuscita di questo nuovo hub creativo: Balbi e i suoi stanno già pensando a open day per entrare a contatto diretto con gli artisti, a incontri con ospiti internazionali (online) e perché no, anche a portare gli artisti nelle scuole, se le scuole non potranno andare in gita al museo (quando riapriranno, ndr).

"Non ci stiamo dimenticando delle collezioni che saranno visitabili quando sarà concesso riaprire i musei, con orari e luoghi definiti, ma ora l'idea è quella di dar vita ad una museologia più sperimentale, una sorta di cantiere aperto", conclude Balbi, ringraziando chi, durante la conferenza stampa di presentazione, online, ha fatto paragoni con il PS1, la 'casa per artisti' del Moma di New York.

Altri progetti

È previsto inoltre, a fronte di una minore attività espositiva causata dalle particolari circostanze, un incremento della ricerca scientifica e della produzione di schede delle opere, destinato sia a piattaforme digitali e App che a nuove produzioni editoriali, con un impegno dello staff museale secondo una modalità organizzativa di tipo redazionale. Una riconfigurazione museale come quella proposta dal Nuovo Forno del Pane non può prescindere da una rimodulazione delle attività di mediazione, che saranno elemento fondante di un nuovo rapporto con il pubblico, più che in passato: in un probabile scenario di orari di apertura ridotti e stringenti norme di sicurezza, si supererà la tradizionale dinamica guardasala/visitatore per andare verso la relazione mediatore/persona.

Attraverso lo sviluppo dei progetti già avviati dal Comune di Bologna grazie ai fondi europei PON Metro e intensificando le partnership con Accademia di Belle Arti e Università di Bologna si svilupperanno attività di formazione di mediatori museali qualificati che interagiranno con il pubblico. Nel contesto del centro di produzione e degli studi d'artista che vedranno la luce nel museo, l'attività del Dipartimento educativo sarà ulteriormente valorizzata in termini progettuali, lavorando a proposte basate sul “fare” arte, con il coinvolgimento diretto degli artisti, dei professionisti e degli addetti del settore in un approccio non esclusivamente basato sulle opere ma anche e soprattutto sulle pratiche, sul processo, sulla relazione e sull'uso di laboratori e materiali a disposizione.

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