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Vertenza Yoox, l'ispettorato del lavoro: "No irregolarità, ma non si escludono altri accertamenti"

Il verdetto delle ispezioni dopo che il sindacato Si Cobas aveva denunciato dimissioni a causa di un cambio orari in un magazzino dell'appalto Net a porter. In Cgil scontro interno sul caso, per il trasferimento di una delegata che aveva solidarizzato con la protesta

Gli accertamenti svolti dall'Ispettorato del lavoro di Bologna non hanno rilevato "fenomeni discriminatori" nell'operato della Lis Group, azienda che opera nei magazzini dell'Interporto per conto di Yoox-Net a porter: appalto al centro di una lunga e movimentata vertenza delle lavoratrici affiancate dal sindacato Si Cobas.

L'esito delle verifiche viene comunicato dall'Ispettorato e dall'assessorato comunale al Lavoro, guidato da Marco Lombardo, che aveva richiesto formalmente i controlli. "Ad esito delle indagini ispettive svolte dall'Ispettorato del lavoro- recita la dichiarazione congiunta- non è stato trovato riscontro a quanto denunciato sulla sussistenza di fenomeni discriminatori nella gestione dell'azienda Lis Group".

In particolare, "non si è trovato riscontro dell'esistenza di un fenomeno diffuso di dimissioni per motivi discriminatori a carico di mamme lavoratrici- affermano l'Ispettorato e l'assessorato- risultando sette dimissioni volontarie di cui sei rassegnate da persone che hanno trovato una nuova occupazione".

Questa indagine comunque "non preclude nuove ed ulteriori attività di accertamento", continua la nota: "L'assessore al Lavoro e l'Ispettorato continueranno a monitorare la situazione, anche rispetto alla possibilità di addivenire ad azioni positive tra l'azienda e la consigliera regionale di pari opportunità per cercare di venire il più possibile incontro alle situazioni di difficoltà delle lavoratrici, compatibilmente con le esigenze produttive e con la situazione sanitaria che impone la separazione dei turni o delle squadre di lavoro per diminuire il rischio dei contagi da Covid".

Attorno alla vicenda Yoox, intanto, si consuma anche uno scontro interno alla Cgil. Una componente del Direttivo nazionale del sindacato, Eliana Como, accusa infatti il segretario bolognese Maurizio Lunghi di aver disposto il trasferimento di una funzionaria dalla Camera del lavoro ad una sede decentrata: si tratterebbe di una "operazione palesemente punitiva" seguita, così afferma Como, al fatto che la sindacalista in questione qualche tempo fa ha deciso di firmare un appello di solidarietà alla vertenza delle lavoratrici dell'appalto Yoox, supportato dalla rete femminista Non Una Di Meno e dal Coordinamento Migranti di Bologna. La lettera di Como è stata pubblicata sul sito 'Il sindacato è un'altra cosa', voce di un'area di opposizione interna in casa Cgil.

Como, a sua volta firmataria dell'appello, non fa il nome della donna trasferita ma scrive che sarebbero due le sindacaliste finite sotto "processo" in Camera del lavoro, nel cordo di un direttivo territoriale svoltosi a dicembre.

"Mi fa arrabbiare e lo denuncio perché né io né la mia compagna vogliamo rassegnarci. Ma- scrive Como- non siamo pentite, neanche per un momento". La lettera di Como è stata rilanciata su Facebook da Non Una Di Meno, che parla di "fatto gravissimo" e solidarizza con la sindacalista: "Siamo dalla parte di una compagna che con la sua presa di posizione non si è solo schierata al fianco delle lavoratrici della Yoox che rivendicano la libertà di avere una vita propria, di essere madri e di non essere sfruttabili, ma facendolo, ha rivendicato anche la propria presa di parola". Il tutto è arrivato alle orecchie della Camera del lavoro e da via Marconi per il momento si fa notare che le cose non sarebbero andate esattamente come ha raccontato Como. (Pam/ Dire)

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