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Mamme-lavoratrici e riders in piazza: "Contro il ricatto vita-lavoro"

Presidio e breve corteo in centro per la ormai nota vertenza in un magazzino dell'Interporto, alla quale si sono affiancati i ciclofattorini

Si sono portate in piazza Nettuno anche i figli, i bambini dei quali fanno fatica a occuparsi a causa di orari che non permettono di conciliare il lavoro con la cura della famiglia. Il tutto, mentre iri pomeriggio i T-Days brulicavano di gente, in deficit da compere a causa della zona arancione, revocata da una settimana.

Sono le lavoratrici in appalto dei magazzini di Yoox-Net à porter dell'Interoporto, in lotta da quasi un mese per chiedere di tornare ai turni di prima della pandemia, quando pacchetti e spedizioni per la multinazionale della moda di lusso on line si facevano dalle 8.30 alle 17.

A fine 2019 iniziano i problemi, con il fallimento della cooperativa per la quale lavoravano (ancora mancano all'appello ferie, tfr e spettanze arretrate) e il passaggio a un'altra società, Lis Group, sempre in appalto.

Sciopero magazzini Yoox, l’azienda: “Nostra priorità salute e benessere dei lavoratori”

L'emergenza coronavirus cambia e alle facchine, spiega Si Cobas, viene comunicato un cambio degli orari unilaterale: il lavoro viene distribuito su più turni, dalle 5.30 alle 22.30. In trenta rinunciano fin da subito: impossibile occuparsi della famiglia con quegli orari. Altre si licenziano nei mesi successivi.

"Le altre resistono aiutandosi per qualche mese con i miseri congedi parentali al 30% dello stipendio e sopportano sacrifici enormi perché non vogliono rinunciare al loro lavoro. Le operaie della Yoox si svegliano alle 4 del mattino, svegliano i loro figli sempre più affaticati, li accompagnano da una babysitter che li accompagna a scuola. Tutto questo perché il fashion luxury venduto online necessita di un mercato che si organizzi su questi ritmi. Poco importa se dietro ci sono donne, famiglie, bambini costretti nei ritmi del mercato", contesta il sindacato di base che oggi ha portato quelle donne in piazza per chiedere il ritorno al vecchio orario di lavoro.

"Non ci fermeremo finché non avremo ottenuto quello che spetta a queste donne", assicura Si Cobas. "Per Yoox le madri sono inutili. A loro servono robot, non persone che hanno a casa delle famiglie. Ci avevamo consigliato di licenziarci e di prendere la disoccupazione: ci costringono a essere un peso per lo Stato, ma noi non vogliamo essere un peso per lo Stato, vogliamo continuare a lavorare, come facciamo da più di dieci anni. Yoox si deve vergognare", grida una delle 'facchine' durante la manifestazione di questo pomeriggio in centro a Bologna.

Anche i riders si accodano al corteo

"Anche noi riders conosciamo bene il cinismo estremo di cui sono capaci questi colossi del commercio online" scandisce invece il sindacato dei ciclofattorini Riders Union Bologna. "Dietro a retoriche improntate spesso sulla sostenibilità e sul rispetto delle differenze -chiosa la rappresentanza- sfruttano senza ritegno centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici impiegate in questo settore, molto spesso ricattati doppiamente in quanto spesso migranti e madri".

Merola: trovare un punto di incontro

"L'attenzione delle istituzioni è piena e sarà molto importante cercare di trovare un modo in questa situazione di rispettare tutti i diritti. Sappiamo che le donne lavoratrici sono le più colpite, ancora una volta, dalla pandemia. Bisogna fare tutto il possibile per trovare un punto di incontro", commenta il sindaco di Bologna, Virginio Merola. (Dire)

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