Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Maniaco seriale: incastrato anche grazie a Facebook, ha fatto le superiori a Bologna

E' laureato e ha due master il 27enne incastrato a Copenhagen con l'accusa di essere il molestatore di almeno due dei quattro casi bolognesi. Per lui mandato di arresto europeo

Arrestato il presunto maniaco seriale di Bologna: il 27enne rumeno, R.C.T., fermato in Danimarca sarebbe l'autore di almeno due dei quattro approcci violenti avvenuti in tempi ravvicinati negli androni di due stabili di via San Felice e di via Marsala (GUARDA LA TESTIMONIANZA DI UNA DELLE VITTIME). Il ragazzo ha carta di identità italiana e sua madre (convocata in questura per rispondere ad alcune domande) abita in città.  All'atto del fermo si trovava in uno studentato della capitale danese, all'8° piano in una stanza che condivideva con due studenti. Il ragazzo non ha precedenti.

L'ARRIVO A BOLOGNA E LA PARTENZA DA MILANO. R.C.T è arrivato a Bologna il 19 dicembre e si trova riscontro dai tabulati telefonici, oltre che da un SMS nel quale egli esprime gioia per essere in Italia. Sempre dai tabulati telefonici (l'uomo aveva acquistato una scheda telefonica italiana da utilizzare durante il suo periodo qui) risulta che nei giorni 10 e 11 gennaio si trovava proprio nella zona universitaria. E' tornato poi all'estero il 14 gennaio partendo da Milano Malpensa e stranamente non dal Marconi: probabilmente aveva intuito dal l'eco mediatica della vicenda, e che sarebbe stato troppo rischioso restare in città.

CURRICULUM STUDIORUM E IL PERCHE' DELL'ACCENTO INGLESE. Dopo aver frequentato le scuole superiori a Bologna, si era laureato in Romania poi un primo master a Londra (da qui deriverebbe l'accento anglofono descritto dalle vittime), poi, un ulteriore master a Copenhagen.

MESSAGGI SOSPETTI SU FACEBOOK. Come già specificato, la madre dell'arrestato è residente a Bologna da anni e il 27enne era venuto in città per trascorrere con lei le festività natalizie. La donna è ascoltata insieme ad un amico bolognese con il quale l'accusato si era scambiato messaggi su Facebook, uno dei quali (con tono che pareva scherzoso) diceva: "Guarda che ti stanno cercando... ".

IL LAVORO DELLE FORZE DELL'ORDINE. Considerato che due delle ragazze molestate (via Marsala e via San Felice) erano state pedinate a partire dalla zona universitaria, le indagini degli agenti sono partite proprio da lì: i poliziotti hanno battuto ogni locale e bar e dopo circa un giorno e mezzo dalla partenza delle indagini si è arrivati a un soggetto fisicamente compatibile alla descrizione fatta dalle vittime, caratterizzato da quell'accento inglese così marcato. Alcune testimonianze hanno poi confermato delle avances particolarmente aggressive da parte di quello stesso soggetto.

LE PERQUISIZIONI. Sono stati perquisiti sia i locali dello studentato danese che la casa della madre, in quest'ultima sono stati trovati il trench a tre quarti e degli stivaletti neri, infangati. Non è stata ancora recuperata la sciarpa citata più volte nelle descrizioni.
Le indagini non finiscono qui, visto che c'è da fare chiarezza anche sugli altri casi. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha sottolineato chiaramente che si è a buon punto.

 

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