Cronaca

Maniaco seriale, convalidato l'arresto: ecco gli indizi che lo incastrerebbero

30 giorni di tempo per il trasferimento in Italia. Cosa inchioderebbe il giovane? Dai tabulati telefonici, ai messaggi, ai ritrovamenti durante le perquisizioni e...

Una foto del fermato, pubblicata sulla sua pagina FB

Arrestato il presunto maniaco seriale di Bologna: R.C.T., un rumeno di 27 anni, bell'aspetto, istruito, viaggiatore. Faccia pulita, insospettabile. Il giovane è stato fermato ieri in Danimarca, sarebbe l'autore di almeno due degli episodi di molestie sessuali avvenuti in tempi ravvicinati nel centro di Bologna. Oggi il giudice danese ne ha convalidato l'arresto: ci sarà un mese di tempo per il trasferimento del giovane in Italia.

Dopo la notizia la presidente dell’Assemblea legislativa regionale, Palma Costi ha voluto sottolineare il merito e la forza delle donne, vittime di questa brutta vicenda:“E’ stato soprattutto premiato il loro coraggio” LA TESTIMONIANZA DI UNA DELLE VITTIME).

“A nome dell’Assemblea - afferma Costi - voglio ringraziare gli inquirenti, le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno permesso la cattura dell’uomo: a loro i più sinceri complimenti. Inoltre, va sottolineato come sia stato premiato il coraggio delle donne, di giovani donne che subito si sono mobilitate, che hanno denunciato e che non si sono arrese alla paura scegliendo il silenzio di fronte a violenze e abusi inaccettabili. A queste donne vanno il mio pensiero e un caro abbraccio”, chiude la presidente dell’Assemblea legislativa.

Sulla stessa lunghezza d'onda il discorso del sindaco di Bologna, Virginio Merola: "Esprimo  soddisfazione  per  l’arresto  della  persona sospettata di avere compiuto aggressioni sessuali a Bologna. Mi congratulo con il Questore - aveva ieri dichiarato il sindaco - la Polizia  di  Stato,  l'autorità  giudiziaria  e  tutti i soggetti che hanno concorso alla cattura dell’uomo".
Poi anche il primo cittadino ha voluto riconoscere il merito alle giovani che sono state aggredite e hanno trovato la forza di reagire. "Un  importante  risultato  conseguito  anche  grazie  alla reazione forte e determinata  che,  come  ho  già detto, hanno avuto le donne coinvolte, dai primi  momenti  delle aggressioni, fino alla decisione di denunciare quanto accaduto  Questa  è  la  forza  civica  autentica della nostra città che sa reagire e collaborare con le istituzioni preposte".

CHI E' IL PRESUNTO MANIACO SERIALE. Il ragazzo - 27 anni - ha origini rumene, ma carta di identità italiana e sua madre  abita in città.  All'atto del fermo si trovava in uno studentato della capitale danese, all'8° piano in una stanza che condivideva con due studenti. Il ragazzo non ha precedenti. Dopo aver frequentato le scuole superiori a Bologna, si era laureato in Romania poi un primo master a Londra (da qui deriverebbe l'accento anglofono descritto dalle vittime), poi, un ulteriore master a Copenhagen.

INDIZI CHE LO INCHIODEREBBERO. R.C.T è arrivato a Bologna il 19 dicembre e si trova riscontro dai tabulati telefonici, oltre che da un SMS nel quale egli esprime gioia per essere in Italia. Sempre dai tabulati telefonici (l'uomo aveva acquistato una scheda telefonica italiana da utilizzare durante il suo periodo qui) risulta che nei giorni 10 e 11 gennaio si trovava proprio nella zona universitaria. E' tornato poi all'estero il 14 gennaio partendo da Milano Malpensa e stranamente non dal Marconi: probabilmente aveva intuito dal l'eco mediatica della vicenda, e che sarebbe stato troppo rischioso restare in città.
la madre dell'arrestato è residente a Bologna da anni e il 27enne era venuto in città per trascorrere con lei le festività natalizie. La donna è ascoltata insieme ad un amico bolognese con il quale l'accusato si era scambiato messaggi su Facebook, uno dei quali (con tono che pareva scherzoso) diceva: "Guarda che ti stanno cercando... ".
Considerato che due delle ragazze molestate (via Marsala e via San Felice) erano state pedinate a partire dalla zona universitaria, le indagini degli agenti sono partite proprio da lì: i poliziotti hanno battuto ogni locale e bar e dopo circa un giorno e mezzo dalla partenza delle indagini si è arrivati a un soggetto fisicamente compatibile alla descrizione fatta dalle vittime, caratterizzato da quell'accento inglese così marcato. Alcune testimonianze hanno poi confermato delle avances particolarmente aggressive da parte di quello stesso soggetto.
Sono stati perquisiti sia i locali dello studentato danese che la casa della madre, in quest'ultima sono stati trovati il trench a tre quarti e degli stivaletti neri, infangati. Non è stata ancora recuperata la sciarpa citata più volte nelle descrizioni.
Le indagini non finiscono qui, visto che c'è da fare chiarezza anche sugli altri casi. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha sottolineato chiaramente che si è a buon punto.

LE AGGRESSIONI E LA CACCIA ALL'UOMO. Il molestatore - pensato a piede libero per la città - aveva tenuto con il fiato sospeso il capoluogo emiliano e non solo, l'identikit era stato divulgato anche il televisione. Tante le telefonate al 113 nei giorni successivi, ma quasi tutte giudicate inattendibili. Poi pian piano ai primi episodi denunciati, sono seguite le denunce di altre vittime.
Al via, a quel punto, una serrata caccia all'uomo. Tra proposte di tappezzare la città con l'identikit e App comunali anti-aggressioni per far sentire al sicuro le cittadine. In tante infatti le donne che si erano improvvisamente sentite minacciate.
Poi sono arrivati alcuni fotogrammi dalle telecamere di sicurezza poste nei luoghi di alcuni dei cinque episodi di molestie. Dalle immagini acquisite dalla Polizia si scorgeva la figura di un uomo, mentre pedina una delle vittime. Ma era impossibile vederne il volto. La 'caccia' a quel punto pareva vacillare. Le ricerche si erano indirizzate su un paio di nomi, ma nulla di concreto. Ieri la svolta.

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