Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Maniaco "seriale": l'arrestato rifiuta il trasferimento in Italia, sfiducia nella nostra giustizia

Non si fida dei giudici italiani, il 27enne arrestato perchè ritenuto responsabile di almeno due episodi di molestie sessuali registrati nel centro di Bologna lo scorso mese. Volente o no, entro un mese sarà in città per rispondere alla nostra magistratura

Non si fida dei giudici italiani, il 27enne rumeno arrestato la scorsa settimana a Copenaghen, perchè ritenuto responsabile di almeno due episodi di molestie sessuali registrati nel centro di Bologna a gennaio. Per questo il giovane si sarebbe opposto al trasferimento in Italia, quando il giudice danese - che ne ha convalidato l'arresto -  ha chiesto, come da prassi, se dava il suo consenso al trasferimento.

Il fermato, ora in carcere in Danimarca con l'accusa di violenza sessuale - è stato ascoltato in via informale da un poliziotto della squadra mobile di Bologna, giunto nella capitale danese per seguire l'esecuzione del mandato d'arresto. L'agente ha riferito che quando il giovane è stato raggiunto dalle forze dell'ordine nello  studentato in cui si trovava per motivi formativi, è rimasto impassibile. Non una parola.

Ora non resta che attendere. Nonostante il suo diniego, infatti, la giustizia farà il suo corso. Entro un mese lo studente giungerà nel capoluogo felsineo per rispondere - volente o nolente - alla magistratura bolognese.

INDIZI CHE LO INCHIODEREBBERO. R.C.T è arrivato a Bologna il 19 dicembre e si trova riscontro dai tabulati telefonici, oltre che da un SMS nel quale egli esprime gioia per essere in Italia. Sempre dai tabulati telefonici (l'uomo aveva acquistato una scheda telefonica italiana da utilizzare durante il suo periodo qui) risulta che nei giorni 10 e 11 gennaio si trovava proprio nella zona universitaria. E' tornato poi all'estero il 14 gennaio partendo da Milano Malpensa e stranamente non dal Marconi: probabilmente aveva intuito dal l'eco mediatica della vicenda, e che sarebbe stato troppo rischioso restare in città.
La madre dell'arrestato è residente a Bologna da anni e il 27enne era venuto in città per trascorrere con lei le festività natalizie. La donna è ascoltata insieme ad un amico bolognese con il quale l'accusato si era scambiato messaggi su Facebook, uno dei quali (con tono che pareva scherzoso) diceva: "Guarda che ti stanno cercando... ".
Considerato che due delle ragazze molestate (via Marsala e via San Felice) erano state pedinate a partire dalla zona universitaria, le indagini degli agenti sono partite proprio da lì: i poliziotti hanno battuto ogni locale e bar e dopo circa un giorno e mezzo dalla partenza delle indagini si è arrivati a un soggetto fisicamente compatibile alla descrizione fatta dalle vittime, caratterizzato da quell'accento inglese così marcato. Alcune testimonianze hanno poi confermato delle avances particolarmente aggressive da parte di quello stesso soggetto.
Sono stati perquisiti sia i locali dello studentato danese che la casa della madre, in quest'ultima sono stati trovati il trench a tre quarti e degli stivaletti neri, infangati. Non è stata ancora recuperata la sciarpa citata più volte nelle descrizioni.
Le indagini non finiscono qui, visto che c'è da fare chiarezza anche sugli altri casi. Il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha sottolineato chiaramente che si è a buon punto.“

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