Il Covid fa aumentare i poveri in fila alla mensa: "Tante le nuove famiglie che ci chiedono aiuto"

Intervista al direttore di Antoniano, frate Giampaolo Cavalli: "Con il freddo abbiamo riaperto le sale in sicurezza. Negli ultimi mesi circa 150 persone nuove, persone che in passato, non si erano mai rivolte a noi"

La cattiva notizia è con il Covid-19 i poveri sono in aumento. La buona notizia è che cresce anche la generosità. La mensa dei poveri di Antoniano a Bologna è un'istituzione e da qualche settimana ha riaparto le sale interne per dare la possibilità a chi vive per strada di consumare un pasto seduto, al caldo e in sicurezza viste le modifiche apportate ai refettori per rientrare nelle regole di distanziamento anti-virus. E' la voce del direttore, frate Giampaolo Cavalli, che racconta come nonostante un contesto così pieno di difficoltà non si possa smettere di aiutare chi ha bisogno. 

Crisi e solidarietà: gli hotel che regalano i letti a chi ne ha bisogno 

Covid-19, seconda ondata. La mensa di Antoniano ha riaperto i battenti per continuare a dare sostegno a chi ne ha bisogno: da quando i cancelli sono stati riaperti? Come vi siete riorganizzati e con quali formule riuscite a garantire tutta la sicurezza per ospiti e operatori? "In questo periodo di emergenza, nonostante il contesto davvero difficile, non abbiamo mai smesso di essere accanto a chi ci chiedeva aiuto. Durante i primi mesi, ci siamo organizzati per garantire un pasto completo ai nostri ospiti attraverso la distribuzione, nel chiostro del nostro convento, di kit alimentari da asporto. Poi, a metà ottobre, con l’arrivo delle temperature più rigide e le giornate di maltempo più frequenti, abbiamo deciso di riaprire la nostra mensa e consentire ai nostri ospiti di mangiare nelle nostre sale, ovviamente rispettando attentamente tutte le misure di distanziamento e sicurezza previste. E’ fondamentale, per chi vive in strada o si trova in una situazione di disagio e bisogno, poter contare, seppure con tutte le misure di prevenzione previste, su un luogo caldo e al coperto in cui poter vivere in maniera serena almeno il momento del pasto.

Proprio per garantire il distanziamento sociale, la distribuzione dei pasti è stata organizzata su tre turni al giorno, e per la consumazione sono state predisposte due diverse sale, definendo il numero massimo di persone che ogni sala può ospitare in base a metratura e capacità di areazione di ogni sala. Ovviamente, prima di accedere, gli ospiti disinfettano le mani e utilizzano sempre la mascherina, togliendola solo quando iniziano a mangiare. Inoltre, misuriamo loro la temperatura prima dell’ingresso".

La mensa post Covid conta un +15% di poveri 

Il virus e la crisi economica che ne consegue sta avendo e avrà effetti sulle povertà: è possibile confrontare il numero di ospiti della mensa di questi giorni in confronto con lo stesso periodo dello scorso anno? Oltre ai numeri che saranno cresciuto, avete notato cambiamenti anche rispetto alle persone che vengono da voi?  "Dall’inizio dell’emergenza ad oggi abbiamo distribuito oltre 40mila pasti caldi e più di 800 pacchi alimentari con beni di prima necessità. Prima di questa crisi, la nostra mensa accoglieva circa 130 ospiti al giorno, mentre oggi i pasti distribuiti quotidianamente sono almeno 150: quindi, un aumento del 15% nell’arco di pochissimi mesi. Nella nostra mensa notiamo, ogni giorno, volti nuovi. Spesso si tratta di persone che hanno subito la netta riduzione o la totale perdita del lavoro e, prive di risorse, hanno ormai terminato anche i loro piccoli risparmi. Complessivamente, negli ultimi mesi, abbiamo incontrato circa 150 persone nuove, persone che in passato, non si erano mai rivolte a noi.   
Sono tante anche le nuove famiglie che ci hanno chiesto aiuto: genitori che si sono trovati in difficoltà con la spesa, con il pagamento delle bollette e dell’affitto. Al momento, supportiamo oltre 50 famiglie, 20 delle quali si sono rivolte a noi per la prima volta proprio in seguito all’emergenza sanitaria.

È un contesto molto difficile, ma non possiamo permettere che alle persone in difficoltà venga a mancare il nostro sostegno, soprattutto in un momento così duro. Con tutte le precauzioni indicate dalle autorità, continueremo ad esserci, ma per portare avanti le nostre attività abbiamo bisogno di aiuto".

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Il Covid non ferma la solidarietà: "I ristoratori (che fra l'altro sono in crisi) ci hanno commossi"

Molti eventi sono stati cancellati, così anche le occasioni di raccolta fondi, fondamentali per realtà come la vostra. Qualche nuova idea per aiutarci ad aiutarvi? "L’emergenza Covid-19 non sta fermando la solidarietà dei ristoratori, che, nonostante la drammatica crisi che in questi mesi sta colpendo il settore, restano accanto a chi non ha da mangiare. E questa generosità oltre a commuoverci e renderci felici, ci ricorda l’importanza di restare uniti e ci sprona ad aiutarci a vicenda anche nei momenti difficili per tutti. In particolare, per il terzo anno consecutivo in occasione della Giornata Mondiale della Povertà, 50 ristoranti hanno donato una parte dell’incasso dei pranzi e delle cene delivery ad “Operazione Pane”, il progetto solidale di Antoniano in favore della mensa Padre Ernesto di Bologna e di altre 14 realtà francescane distribuite su tutto il territorio nazionale. All’iniziativa hanno aderito oltre 40 ristoranti dell’Emilia-Romagna e 5 della Repubblica di San Marino, oltre che un ristorante di Torino e uno di Pesaro.  

“Max Poggi & Friends cucinano per Antoniano”: una speciale cena a domicilio

Il 30 novembre, inoltre, è in programma la cena solidale delivery “Max Poggi & Friends cucinano per Antoniano” con piatti dei celebri chef Massimiliano Poggi (Massimiliano Poggi Cucina), Pietro Montanari (Da Cesarina), Fabio Berti (Trattoria Bertozzi), Francesco Carboni (Acqua Pazza), Pasquale Troiano (Cantina Bentivoglio) e Lucia Antonelli (Taverna del Cacciatore). La speciale cena a domicilio, organizzata in collaborazione con Tour – tlen e Food for Soul, può essere prenotata entro il 25 novembre chiamando un numero dedicato o scrivendo una email e-mail: le cene disponibili sono 100 e i fondi raccolti, grazie alla generosità degli chef e delle numerose aziende che si sono messe a disposizione per la fornitura gratuita delle materie prime, verranno interamente devoluti ai progetti di Antoniano in favore delle famiglie in difficoltà. 

Intervista a Max Poggi: "Speriamo di trascorrere il Natale con i nostri clienti"

E lo "Zecchino d'Oro"? Per Natale arriva un kit digitale per giocare e cantare

Antoniano è Zecchino d'Oro: la gara canora è stata rimandata a maggio, ma non vi siete certo fermati. Cosa bolle in pentola? "Esatto! La grande festa dello Zecchino d'Oro in tv è solo rimandata...ma stiamo preparando tantissime sorprese e novità.  Il 4 dicembre è una data molto importante per noi: saremo in tutti gli store e le piattaforme digitali con la compilation del 63° Zecchino d'Oro e online con i videoclip e le canzoni animate. Il regalo più grande per il nostro pubblico, in vista di questo Natale così particolare, sarà un kit digitale ricco di contenuti esclusivi che tutti potranno ricevere collegandosi al sito e poi giocare e ballare insieme, soprattutto a casa e in famiglia. Un modo nuovo per essere presenti e trasmettere la magia dello Zecchino d'Oro a tutti i bambini".

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