Domenica, 26 Settembre 2021
Cronaca Granarolo dell'Emilia

Spunta coltivazione casalinga di marijuana da “manuale”

Ben 486 semi di canapa indiana, flaconi di fertilizzante, manuali contenenti "preziosi" suggerimenti per coltivare lo stupefacente: così equipaggiato è stato 'pizzicato' un 'pollice verde' a Granarolo dell'Emilia

Piantine rigogliose di marijuana, 486 semi di canapa indiana, flaconi di fertilizzante, manuali contenenti "preziosi" suggerimenti per coltivare lo stupefacente: così equipaggiato è stato 'pizzicato' dai carabinieri un 50enne nella sua abitazione di Granarolo dell'Emilia. Per il 'pollice verde' sono scattate le manette.

Solo qualche giorno fa gli stessi militari di Granarolo avevano denunciato un altro “coltivatore”, un 38enne di Bologna che si trovava agli arresti domiciliari. L’autore, questa volta, è stato colto in fallo durante una perquisizione domiciliare: all’interno dell’appartamento i militari hanno trovato 4 piante di canapa indiana, 4,5 grammi di marijuana, 486 semi di canapa indiana e due flaconi di fertilizzante. Inizialmente l’uomo ha riferito ai Carabinieri che la sostanza stupefacente era coltivata per uso personale, ma quando i militari gli hanno trovato anche un bilancino digitale di precisione il 50enne non è stato più in grado di dare giustificazioni. Un Carabiniere poi, impegnato nella perquisizione, si è casualmente imbattuto in un manuale cartaceo scaricato da internet, contenente “…preziosi suggerimenti per coltivare la marijuana…”. La posizione dell’uomo si è successivamente aggravata quando altri accertamenti di polizia hanno rilevato che negli ultimi cinque mesi l’autore si trovava sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Un provvedimento emesso lo scorso marzo dal Tribunale di Sorveglianza di Bologna, in merito ai precedenti criminosi commessi dal soggetto. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato, in attesa di essere versato presso l’ufficio corpi di reato. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato accompagnato presso la Stazione dell’Arma di Budrio, in attesa di comparire di fronte al Giudice. Durante la celebrazione del rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e l’autore è stato condannato a nove mesi di reclusione, con l’obbligo di dimora presso la propria abitazione.

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