Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Castel San Pietro Terme

Il soldato Usa, la linea Gotica e tre bimbi salvati: l'incontro dopo 77 anni

Martin Adler torna in italia per incontrare chi salvò nell'ottobre '44 a Monterenzio, in piena seconda guerra Mondiale

Da protocollo, l'incontro dovrebbe tenersi al terminal Arrivi del Marconi di Bologna. Così, dopo 77 anni, l'ex soldato Usa Martin Adler si appresta a incontrare quei tre allora bambini (oggi nonni e bisnonni come lui), e cioè Bruno, Mafalda e Giuliana Naldi, salvati e fotografati nel lontano ottobre '44, nei dintorni di Monterenzio.

L'appuntamento -e la storia che sta dietro- sono tutti come noto frutto di una fotografia e di uno scrittore -Matteo Incerti- che sulla vicenda ha anche scritto un libro  “I bambini del soldato Martin” (Corsiero editore) e che lo scorso Natale ha fatto il giro del mondo.

E’ stato proprio Incerti lo scorso dicembre a rilanciare l’appello social della figlia dell’ex soldato e contribuire al ritrovamento di quelli che il quasi centenario chiama scherzosamente “i suoi bambini per sempre".

“Questa volta non preparo il mio zaino per andare in guerra ma una bella valigia per un viaggio di pace, solidarietà e amicizia” ha dichiarato Adler, che atterrerà a Bologna alle 14.05 di lunedì 23 agosto, proveniente da Miami. Di qui con un fitto programma, è prevista la permanenza nell'appennino bolognese e toscano per alcuni giorni, poi Adler partirà alla volta di Roma e Napoli, per altre tappe del suo viaggio fino alla ripartenza dalla Capitale il 4 settembre.

La storia: bimbi salvati e 'ritrovati' dopo oltre 70 anni

Martin Adler, nel 1944, arrivò con le truppe americane a Monterenzio e lì fece la conoscenza di Bruno, Giuliana e Mafalda Naldi e qualcuno scatto loro una foto. A 96 anni, il soldato Adler ha pubblicato quello scatto ed espresso il desiderio di ritrovare quei bambini. 

Il tam tam del web è andato a segno. Bruno, Giuliana e Mafalda Naldi, rispettivamente 83, 79 e 81 anni, si trovavano sulla linea Gotica quando arrivarono gli alleati, adesso vivono a Castel San Pietro e hanno visto Martin in video chiamata. "Il mio cuore esplodendo di gioia" ha risposto Martin. 

La ricerca è partita dalla pubblicazione di un lungo post sul profilo Facebook del giornalista e scrittore Matteo Incerti: "C’era un grande cestino di legno dal quale uscivano strani rumori. Si muoveva qualcosa lì dentro. Io e John - un altro soldato - avevamo già il dito sul grilletto pronti a sparare. potevano esserci dei tedeschi” ricorda Martin.

“Poi un urlo e una donna che corse incontro urlando “bambini, bambini!”. Era la loro mamma che urlava! Ci fermammo e da quel grandissimo cesto sbucarono tre splendidi fanciulli, due bimbe e un bimbo”. “Feci il più bel sorriso del Mondo ed io e John iniziammo a ridere, felici di non aver premuto quel grilletto. Non ce lo saremmo perdonati tutta la vita”.

“Volevo scattare una fotografia –ricorda Adler – presi la mia macchina fotografica. Chiesi alla mamma il permesso. Lei mi fece capire che i bambini non erano pronti…”. “Ancora pochi minuti e i bimbi tornarono con i migliori vestiti che avevano, tirati a lucido per scattare due foto con me ( la foto con il soldato con l'elmetto nda) e John. Fu il momento più bello che ricordi in quell’inferno chiamato guerra. Ho un sogno. Quelle due bambine e il bambino sono ancora vivi ? C’è qualcuno che si riconosce? Forse loro, o i loro figli. Mi piacerebbe parlare con loro e perché no quando finirà questo virus incontrarci di nuovo e abbracciarci. Proviamoci, sarebbe una favola di Natale ritrovarci tutti insieme”.

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