Giovedì, 18 Luglio 2024
Cronaca

Marco Alemanno: “Io e Lucio, una favola moderna”, la loro storia

Per la prima volta, dopo la scomparsa dell'artista, Marco Alemanno parla del loro rapporto a "Sette". Dal 27 febbraio anche un libro per Bompiani, il 4 marzo, il concerto

Si sono incontrati per la prima volta a dicembre del 1997, a Bologna per caso, lui con la ragazza di allora, ma si sono piaciuti, anche perché “siamo pugliesi”. Marco Alemanno parla con Aldo Cazzullo, penna del Corriere, in un lungo racconto oggi sull’inserto “Sette”. Da allora, una serie di messaggi, auguri fino alla decisione di trasferirsi a Bologna per l’università e poi, nel 2003, a casa-Dalla, dove ora, per questioni ereditarie non può più entrare, come racconta senza alcun rancore.
Passioni, vizi, stravaganze, religiosità, solitudini e follie della vita del cantante, il “gioco” di Dalla,gigante buono, curiosamente basso di statura” che a furia di inseguire la vita, questa gli è venuta meno “così vita da morire”. I personaggi famosi, gli amici, da Fellini a Isabelle Huppert, a Padre Pio che sosteneva di aver visto anche dopo la morte.
A quasi un anno dalla scomparsa di quello che per lui è stato maestro, padre, fratello, amico, amante, Marco Alemanno parla della loro come di una “favola moderna”, senza etichette, rivelando anche la sofferenza per la strumentalizzazione dei media appena dopo i funerali. “Non è stato rispettato né l’uomo, né l’artista, ho detestato tutte le polemiche, gli inutili pettegolezzi…”.

DALLA LUCE ALLA NOTTE. Esce il 27 febbraio per Bompiani “Dalla Luce alla notte”, non a caso con la “L” maiuscola poiché, secondo le iperbole di Dalla, la madre aveva deciso di chiamarlo Ettore, ma aveva cambiato idea quando nacque gridando “Luce!" Gli 11 anni trascorsi insieme e le fotografie scattate dall’autore nei loro viaggi.

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