Riparte il MAST: in mostra le invenzioni più innovative e lo sguardo di 5 giovani fotografi

Da domani e fino a gennaio due nuove esposizioni a ingresso gratuito nello spazio della Fondazione MAST. Sono “MAST Photography Grant on Industry and Work” e "Inventions"

Urs Stahel, coratore della PhotoGallery e della collezione MAST.

Ripartenza per il MAST dopo il difficile periodo della pandemia. In via Speranza (la speranza ce la ridà la bellezza dell'arte) al via due mostre che da domani, giovedì 8 ottobre 2020, aprono la nuova stagione dello spazio creato dall’imprendrice Isabella Seragnoli. Entrambe a ingresso gratuito (con prenotazione obbligatoria) fino al 3 gennaio 2021. Sono state presentate questa mattina in conferenza stampa dal curatore Urs Stahel. 

La prima è l'esposizione dei lavori di “MAST Photography Grant on Industry and Work”, il concorso fotografico su industria e lavoro dedicato ai talenti emergenti (5 i selezionati su 47 candidati da tutto il mondo) presenta le opere dei cinque finalisti della sesta edizione, vinta da Alinka Echeverría. Gli altri quattro sono: Chloe Dewe Mathews, Maxime Guyon, Aapo Huhta e Pablo López Luz. Ognuno di loro è potuto essere presente solo virtualmente attribuendo ai limiti imposti dal Covid il fatto di non poter essere presenti. La seconda è una mostra dedicata alla storia delle innovazioni (che passa anche attraverso il design): si chiama "Inventions", è curata da Luce Lebart in collaborazione con Urs Stahel e presenta le fotografie delle invenzioni più brillanti e geniali provenienti dalle collezioni dell'Archive of Modern Conflict di Londra e dagli Archives nationales francesi.

5 giovani fotografi: sguardi innovativi e inediti

"I giovani artisti mettono il dito nelle piaghe del nostro agire sociale ed economico, e lo fanno spesso con sarcasmo, con una profonda, caustica acutezza, mettendo a nudo e consentendoci di vedere - perfino lì dove, con il nostro sguardo retrospettivo e romantico, immaginavamo che esistesse ancora l’unità - tutte le contraddizioni, le ingiustizie nascoste, i fatali paraocchi che ci portano a idealizzare il passato e il presente. Ogni due anni, la Fondazione MAST, attraverso il MAST Photography Grant on Industry and Work, offre a cinque giovani fotografi l’opportunità di confrontarsi con le problematiche legate al mondo dell’industria e della tecnica, con i sistemi del lavoro e del capitale, con le invenzioni, gli sviluppi e l’universo della produzione. E spesso il loro sguardo innovativo e inedito ci costringe a scontrarci con incongruenze, fratture, fenomeni e forse perfino abissi che finora avevamo trascurato o cercato di non vedere" ha spiegato Urs Stahel, curatore della PhotoGallery e della collezione MAST. 

I cinque i progetti affrontano temi di grande attualità: i danni ambientali causati dall'agricoltura intensiva, il ruolo della donna tra presente e passato nel campo dell’industria cinematografica e dell’informatica, il fascino della tecnologia e del design del prodotto industriale, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui modi di vita tradizionali e l’omologazione indotta dall’industria globale della moda. Il vincitore, annunciato oggi durante l'anteprima delle mostre per la stampa, è Alinka Echeverría (Città del Messico, 1981) con il progetto intitolato Apparent Femininity.

Alinka Echeverría è la vincitrice di questa sesta edizione

I progetti selezionati per questa sesta edizione sono diversi tra loro, ma legati dall’attualità dei temi affrontati e dalla molteplicità dei mezzi di
rappresentazione scelti. Alinka Echeverría è stata giudicata vincitrice della sesta edizione e, alla soglia della quarta rivoluzione industriale, questa artista talentuosa indaga alcune immagini di femminilità guardando al ruolo svolto dalle donne agli albori dell’industria del cinema e della programmazione informatica. 

Ci sono poi Chloe Dewe Mathews mostra i danni ambientali delle coltivazioni intensive nei polytunnel, le strutture in plastica che ricoprono quattrocento chilometri quadrati di superficie terrestre per consentire di produrre ortaggi tutto l’anno; Maxime Guyon usa il mezzo fotografico al massimo delle sue potenzialità per restituirci gli aspetti tecnologici e le alte prestazioni degli aerei; Aapo Huhta esplora il mondo dell’Intelligenza Artificiale e mostra come “la macchina“ legga in modo eticamente sospetto le immagini, sollevando dubbi sulle modalità di implementazione dei software; Pablo López Luz fotografa le vetrine dei negozi di abbigliamento in America Latina, che resistono all’omologazione imposta dall’industria globale della moda e porta la riflessione sul paesaggio urbano quale luogo privilegiato per cogliere le trasformazioni sociali e culturali.

Una mostra sulle invenzioni: le trovate più brillanti raccontate per immagin

La mostra Inventions, curata da Luce Lebart in collaborazione con Urs Stahel, apre al MAST l'8 ottobre 2020 e presenta le fotografie delle invenzioni più brillanti e geniali provenienti dalle collezioni dell'Archive of Modern Conflict di Londra e dagli Archives nationales francesi. Queste numerose invenzioni vengono realizzate e fotografate in Francia tra le due Guerre mondiali presso l'Office des inventions su iniziativa di Jules-Louis Breton, a capo del Sous-secrétariat d’État aux inventions. Breton, inventore a sua volta, voleva promuovere la ricerca scientifica e industriale, accelerando i processi e garantendo la rapida trasformazione di un’idea in un oggetto o in una macchina di pronto utilizzo. In tal senso, egli favoriva attivamente la collaborazione tra industriali, scienziati e inventori. Di corredo ai progetti e alle descrizioni
dettagliate delle invenzioni, le immagini ne facilitavano la valutazione e contribuivano a conservarne la traccia. Rappresentavano così una valida alternativa ai prototipi, facili da archiviare e prontamente disponibili per la presentazione di fronte alle commissioni.

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La mostra rappresenta la molteplicità delle invenzioni presenti nell'archivio di Breton, che vanno dagli oggetti usati per sopravvivere in tempi di crisi ai dispositivi per godere di una migliore qualità della vita in periodo di pace. Pur essendo prodotte senza intenzioni artistiche, le immagini hanno innegabili qualità estetiche e possiedono quello che si può definire uno stile fotografico, paragonabile a quello di un autore, benché non siano mai firmate. Come spiega la curatrice e storica della fotografia Luce Lebart “si tratta di un archivio visivo che colpisce per la sua fantasia, gli accenti umoristici e la libertà nello svelare i codici dell’oggettività fotografica. L’elemento comico è tanto più inatteso in quanto si inserisce in un contesto industriale e scientifico. Come al cinema, queste scene fotografiche ci raccontano delle storie”.

(Ingresso gratuito su prenotazione, orari: Martedì - Domenica 10.00 - 19.00)
 

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