Lunedì, 15 Luglio 2024

Da Matera a Bologna in bici come Alfonisina: "Icona di emancipazione" | FOTO e VIDEO

Appena spenti i riflettori sul Tour De France, la bicicletta torna protagonista per celebrare un personaggio gigantesco del ciclismo con "La bellezza in bicicletta". Il palco sarà a "pedali"

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Un evento che unisce sport, sostenibilità, paesaggio e diritti delle donne. Appena spenti i riflettori sul Tour De France ed ecco che la bicicletta torna protagonista per celebrare un personaggio gigantesco del ciclismo. 

Alfonsina Strada, da Castelfranco Emilia, poi trasferitasi in una frazione di Castenaso, è nata nel 1891 e ha partecipato al Giro D'Italia nel 1924, 100 fa, quando le donne non votavano, si tennero le ultime elezioni prima dell'avvento del fascismo che voleva le donne mogli, madri e sottomesse. 

"La bellezza in bicicletta" a un secolo di distanza celebra le distanze percorse da Alfonsina Strada: dall'8 al 21 luglio, da Matera a Bologna, 1.000 chilometri in sella alla bici, con ben altre strade e mezzi, un evento che unisce sport, sostenibilità, paesaggio e diritti delle donne.

L'evento è stato presentato questa mattina a Palazzo D'Accursio da Roberta Li Calzi, assessora allo Sport, Simona Larghetti, consigliera di Comune e Città metropolitana, Andrea Satta, artista, cantante, pediatra e pedalatore, Simona Lembi, responsabile del Piano per l’Uguaglianza, Morena Tartagni, campionessa di ciclismo (in collegamento) e Antonella Tampellini, presidente Fiab Bologna

"È una gigante, la sua storia ci insegna che le conquiste in termini di uguaglianza sono lentissime" osserva Lembi. 

"Prima e unica donna a partecipare al Giro d'Italia ed è un'icona per lo sport femminile, per il movimento e per l'emancipazione" ha detto l'assessora Li Calzi. 

"Lei faceva 300 km al giorno - spiega Satta - noi solo 100, e ogni sera offriamo in cambio una serata artistica, un coro in ogni città come luogo di comunità e l'incontro con la referente del centro antiviolenza". 

"Eccomi io non sono ancora invisibile, anche io ho vissuto un ciclismo difficilissimo, ho dovuto subire sulla mia pelle le ingiustizie e i pregiudizi" racconta la campionessa Tartagni. 

La serata bolognese 

Un centinaio di biciclette su rulli la sera del 21 luglio in piazza Lucio Dalla azioneranno le dinamo e daranno corrente al palco che ospiterà un lungo spettacolo live e la testimonianza della campionessa di ciclismo Morena Tartagni. E poi le canzoni dell'album di Andrea Satta "Niente di nuovo tranne te, il gruppo musicale Têtes de Bois, il coro Farthan. 

Per pedalare si può scrivere a palcoapedali@tetesdebois.it, indicando nome, cognome e numero di telefono. 

"La bellezza in bicicletta": da Matera in Piazza Lucio Dalla

L'itinerario

L'itinerario, quello percorso da Alfonsina 100 anni fa, va da Matera a Bologna passando per Modugno, Canosa di Puglia, Campobasso, Castel di Sangro, Sulmona, L'Aquila, Terni, Lucignano, Imola.
Pedalate idi giorni, in pratica, musica e testimonianze di sera. 

Un itinerario che prevede incontri con associazioni contro la violenza sulle donne: “La bellezza in bicicletta” è infatti un progetto ideato da Andrea Satta, musicista, pediatra e grande amante della due ruote, in collaborazione con la Fondazione Una, Nessuna, Centomila e con Comune di Bologna, Fondazione Teatro di Roma, Assessorato alla Cultura del II Municipio di Roma e il patrocinio di Comune di Roma Capitale, Fondazione Treccani, Fiab - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, Arci Nazionale, Associazione Culturale Pediatri.

Chi era Alfonsina

Nasce in una famiglia di contadini. Ben presto si appassiona al ciclismo e viene soprannominata “il diavolo in gonnella”. Osteggiata dalla famiglia per la sua passione a 24 anni, nel 1915, sposa Luigi Strada che, invece, la incoraggia e addirittura le regala, il giorno delle nozze, una bicicletta da corsa nuova. L'anno successivo i due si trasferiscono a Milano, dove Alfonsina comincia ad allenarsi. Nel 1924 partecipa, prima donna in assoluto, al Giro d'Italia.

Parte e compie regolarmente 4 tappe: la Milano-Genova (arrivando con un'ora di distacco dal primo ma precedendo molti rivali), la Genova-Firenze (in cui si classifica al cinquantesimo posto su 65 concorrenti), la Firenze-Roma, giungendo con soli tre quarti d'ora di ritardo sul primo e davanti a un folto gruppo di concorrenti, e la Roma-Napoli dove conferma la propria resistenza.

Nella tappa L'Aquila-Perugia, invece, Alfonsina arriva fuori tempo massimo. A quel punto i giudici si dividono in due fazioni: chi vuole estrometterla e chi è favorevole a farla proseguire. Il direttore della Gazzetta, Emilio Colombo, che aveva permesso la partecipazione di Alfonsina al Giro e aveva capito quale curiosità suscitasse nel pubblico la prima ciclista italiana della storia, propone un compromesso: ad Alfonsina sarà consentito proseguire la corsa, ma non è più considerata in gara. Lei acconsente e prosegue il suo Giro.

All'arrivo di ogni nuova tappa viene accolta da una folla che la acclama, la festeggia, la sostiene con calore e partecipazione. Alfonsina continua a seguire il Giro fino a Milano, osservando gli stessi orari e gli stessi regolamenti dei corridori. Un giro di dodici tappe per un totale di 3618 chilometri, che si conclude con la vittoria di Giuseppe Enrici dopo il duello con Federico Gay. Dei 90 corridori partiti solo 30 arrivano a Milano. E Alfonsina è tra loro.

Negli anni successivi viene negata ad Alfonsina la possibilità di iscriversi al Giro. Lei però vi partecipa ugualmente per lunghi tratti, come aveva fatto al suo esordio. Partecipa a numerose altre competizioni finché nel 1938, a Longchamp, conquista il record femminile dell'ora (35,28 km).

Rimasta vedova si risposa a Milano, il 9 dicembre 1950, con un ex ciclista, Carlo Messori, con l'aiuto del quale continua nella sua attività sportiva. Apre, infatti, a Milano, in via Varesina, un negozio di biciclette con una piccola officina per le riparazioni. Rimasta di nuovo vedova nel 1957, manda avanti da sola il negozio. Ogni giorno, per andare al lavoro, Alfonsina usa la sua vecchia bicicletta da corsa indossando una abbondante gonna pantalone. Abbandonerà la sua bicicletta solo molti anni dopo, per una Moto Guzzi 500 cmc. Muore il 13 settembre del 1959 all'età di 68 anni, a causa di un incidente con la sua moto. (Fonte: Enciclopedia delle Donne) 

Chi è Morena Tartagni

Milena Morena Tartagni (Predappio, 21 settembre 1949) è una ciclista su strada e pistard italiana, attiva negli anni sessanta e settanta. Ai campionati del mondo su strada si aggiudicò tre medaglie, due argenti e un bronzo; vinse inoltre dieci titoli nazionali, due su strada e otto su pista. 

Si trasferisce a Bollate (Milano). Nel 1966 ottiene le prime vittorie in una gara "internazionale" a Prato e ad Adria (Rovigo). Queste vittorie le permettono di vestire per la prima volta la maglia azzurra della Nazionale in occasione dei Campionati del mondo del Nürburgring in Germania, dove fu la più giovane partecipante. Nel 1967 arrivano sette vittorie su strada, il secondo posto nel campionato nazionale su strada Elite e la vittoria del suo primo titolo italiano dell'inseguimento su pista. 

Nel 1968 partecipa ai campionati del mondo che si svolgono a Imola, e arriva terza, prima atleta donna azzurra a salire sul podio mondiale. Nello stesso anno vince i campionati italiani su strada e su pista. Nel 1968 stabilisce il record del mondo dei 3 km su pista al Velodromo Olimpico di Roma. 

Nel 1969 si conferma campionessa italiana su strada e in pista. Nel 1970, gareggia ai Campionati del mondo su strada a Leicester (Regno Unito) piazzondosi seconda dietro la sovietica Anna Konkina. Nel 1970 vince i campionati nazionali su pista e giunge seconda ai campionati nazionali su strada.

Nel 1971, ai campionati del mondo in Svizzera, è di nuovo seconda ancora dietro Konkina, ma vince la prova su strada. Nel 1972 a Bassano del Grappa si aggiudica il titolo della velocità e quello dell'inseguimento, ma è terza su strada. È seconda su strada nel 1973. Nel 1974 si aggiudica il Giro della provincia di Varese (anche nel 1975), è terza ai campionati assoluti su strada. Nel 1976 vince il Trofeo Alfredo Binda a Cittiglio.

Interrompe le attività sportive nel 1980, dopo oltre 100 vittorie.

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