menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Chiusura maternità Bentivoglio, è polemica: "Il reparto del Maggiore è già in sofferenza"

Si recupererebbero una quindicina di posti letto, anestesisti che saranno impiegati nei reparti Covid e alcune ostetriche, dirottate al Maggiore. A Bentivoglio ci sono anche 6 infermieri di neonatologia, che andranno a supportare la terapia intensiva neonatale dell'ospedale bolognese. Cisl-Fp: "Scelta assurda"

E' polemica sulla chiusura della maternità dell'ospedale di Bentivoglio per garantire più posti letto e operatori sanitari, anche se continueranno gli ambulatori legati alla maternità. "A un anno dall'inizio della pandemia incredibile che non si siano trovate soluzioni alternative", commenta  Cisl-Fp, anche se le future mamme saranno seguite dall'ostetricia del Maggiore "Quel reparto è già in sofferenza. Situazione critica"

"Riteniamo questa scelta assurda - attacca Michele Vaira, infermiere del blocco operatorio dell'ostetricia del Maggiore, funzionario Cisl-Fp - È incredibile pensare di chiudere un punto nascita, a un anno dall'inizio della pandemia. Davvero non era possibile reperire posti letto altrove? Ritengo questa scelta il frutto dell'assenza di una programmazione: non esiste un piano A, B o C, si vive alla giornata. E questi sono i risultati".

Venerdì scorso i sindacati hanno incontrato la direzione generale dell'Ausl di Bologna, alla quale hanno chiesto di assumere ulteriori infermieri, operatorio socio-sanitari e tecnici di laboratorio. "In quell'occasione non c'è stato nulla a proposito della riconversione della maternità di Bentivoglio - riferisce Vaira -. Tutto ci è stato comunicato il giorno dopo. Eppure noi, già il venerdì, avevamo fatto presente la situazione critica che si stava registrando nel reparto ostetricia del Maggiore. Già ora c'è forte stress, ci dobbiamo aspettare ulteriori sofferenze". "Chiudendo" Bentivoglio si recupererebbero una quindicina di posti letto, diversi anestesisti - "categoria in sofferenza", sottolinea Vaira - che saranno impiegati nei reparti Covid e alcune ostetriche, che saranno dirottate al Maggiore per tamponare le emergenze che già quel reparto sta gestendo. A Bentivoglio ci sono anche 6 infermieri della neonatologia, che andranno a supportare la terapia intensiva neonatale dell'ospedale bolognese.

"Le donne positive al Covid prossime al parto sono numerose - aggiunge Vaira -. Naturalmente ci sono percorsi Covid e non Covid. Ma se le donne gravide positive fossero più di 3 o 4, questi equilibri verrebbero a saltare. Senza dimenticare che buona parte del personale ostetrico è stato colpito da questo virus. Garantire il doppio binario comincia a essere molto difficile: già è saltata la separazione tra ostetricia e ginecologia, proprio per queste continue riconversioni. Tra l'altro, come blocco operatorio non abbiamo chiuso nessuna programmazione: come riusciremo a tenere tutto insieme, non è dato sapersi. Per questo venerdì abbiamo indetto un'assemblea: personale della maternità del Maggiore e di Bentivoglio, insieme, per capire come affrontare questa fase".

I sidacati quindi chiedono i tempi: "Vogliamo la certezza che il punto nascita di Bentivoglio riaprirà, dopo le 2-3 settimana che immaginiamo possano servire per superare la fase acuta di questa terza ondata - ammonisce Stefano Franceschelli, segretario metropolitano Cisl-Fp -. Al momento non abbiamo nessuna indicazione che ci faccia presagire il contrario, ma chiediamo tutte le garanzie del caso".

Anche a livello politico, dal consigliere regionale in quota FdI Marco Lisei al capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini, fino alla consigliera metropolitana del gruppo Uniti per l'alternativa Marta Evangelisti, che si dice : "Preoccupata della situazione, ho depositato un'interpellanza al Sindaco metropolitano per capire se la decisione sia stata condivisa anche in seno alla Conferenza sanitaria metropolitana e quindi si sia reputato giusto penalizzare uno dei pochi punti nascita rimasti in provincia, considerato una piccola eccellenza nel proprio ambito di settore e, conseguentemente, penalizzare anche le donne in gravidanza, in un periodo già particolarmente complesso della loro vita, aggravato ora dal disagio psicologico ed economico dettato dalla stessa emergenza Covid". (Dire)

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BolognaToday è in caricamento