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Angelo Mazzoncini

Angelo Mazzoncini

Mondo del wedding in rivolta: "Abbiamo presentato anche un nuovo protocollo sicurezza, non ci ascoltano"

La continua incertezza sulle riaperture porta i futuri sposi a rinviare ancora le nozze e adesso i professionisti del settore hanno deciso di manifestare, sotto la Regione

Da quando è scoppiata la pandemia tra i settori più colpiti ci sono anche quelli legati al mondo del 'wedding': professionisti che da un giorno all'altro hanno dovuto fare i conti con restrizioni, rinvii su rinviii, decreti, annullamenti e caparre. Una situzione complessa, che a un anno dal diffondersi del Covid ancora non vede soluzioni chiare. Ne abbiamo parlato con il fotografo Angelo Mazzoncini, esperto di matrimoni e portavoce di un centinaio di persone che ruotano intorno al mondo dei matrimoni, di Bologna e provincia.

Mazzoncini, a un anno dallo scoppio della pandemia come vengono gestiti oggi i matrimoni?

"Il problema è che siamo al secondo giro di fermo. Già la stagione 2020 è per noi stata un disastro con  l'80% in meno dei lavori che sono stati posticipati al 2021 per via della poca fiducia che si riponeva nella riapertura.Oggi però non c'è una “garanzia” nè per la riapertura nè sui protocolli, e  gli sposi sono sfiduciati, Questo comporta che molti stanno pensando di spostare nuovamente al 2022 le nozze"

Ma ci sono protocolli, anche se in linea di massima, stabiliti da Regione o Governo? O si naviga a vista?

"Non viene compreso che il nostro mondo non può aprire senza prima aver pianificato tanti ambiti, come la chiesa,  la location, i fotografi, cameramen, fiorai, abiti, catering, musica, partecipazioni e tangto altro. Servono mesi  per mettere in moto un matrimonio e serve fiducia nei confronti di chi svolge questi mestieri sempre e con altissima professionalità, ma questa fiducia non c’è perché viene eluso il dialogo e non viene affrontato il problema del nostro settore"

Nell'anno della pandemia picco di decessi e matrimoni ai minimi storici 

Un folto gruppo di esponenti del mondo wedding aveva chiesto un incontro con l’assessore regionale allo Sviluppo economico e Lavoro Vincenzo Colla. Come è andata?

"Abbiamo incontrato il suo portavoce ed esposto tutti i nostri problemi e dubbi. In questa occasione abbiamo presentato un protocollo di esecuzione degli eventi anche più restrittivo di quello del DPCM passato.  In caso di zone e arancioni  ad esempio, prevediamo tampone e distanziamenti importanti. Purtroppo non siamo ascoltati.  Si da la ripartenza (con tampone) alle crociere (3000 persone) su una nave e non si possono fare eventi di 50/80 persone che sono per definizione controllatissime (sappiamo di tutti nomi e telefoni), a differenza dei ristoranti che per esempio fanno pranzare persone a distanza ma spesso non sanno chi sono e in caso di contagio non sanno come avvisarli".

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State organizzando una manifestazione per far sentire la vostra voce? 

"Il 26 febbraio alle 10 è in programma una manifestazione in Regione. Momento in cui tenteremo di esporre i problemi che affliggono il nsotro settore chiedendo di essere ascoltati. Dietro le 150 persone che rappresentano aziende che ruotano intorno il mondo dei matrimoni ci sono tante famiglie e dipendenti ... nessuno deve dimenticarlo. Adesso manifestiamo".

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