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A Verona non li sposano e loro vengono a Bologna: oggi il sì di Luca e Sergio

Con la scusa delle lungaggini burocratiche i comuni del Veneto a cui si sono rivolti li hanno scoraggiati: "Sapevano che qui è diverso. Però non è giusto, se la legge c'è i sindaci la devono rispettare"

Luca e Sergio oggi sposi a Bologna. Fieri di essere ospiti della Sala Rossa di Palazzo d'Accursio per il giorno più importante della loro vita: 50 anni Luca, 38 Sergio, una carriera vivace nel mondo della musica per entrambi e una relazione felice da sette anni. Per un giorno ci si potrebbe concentrare solo sulle cose positive, ma resta comunque lo spazio per la delusione di non aver potuto celebrare questo matrimonio "a casa loro", in Veneto. 

"Avevamo fatto la richiesta a Verona, ma ci hanno posto tanti problemi da portarci a rinunciare - racconta Luca - poi l'abbiamo fatta nel nostro piccolo comune di residenza (Oppeano) e il sindaco ci ha praticamente negato la possibilità di convolare a nozze. Poi ci siamo rivolti al comune di Legnago (che è del PD), ma non abbiamo mai ricevuto risposta. Ed eccoci qui". 

E come mai siete arrivati a decidere priorio per Bologna?

"Perchè conosciamo Bologna e la sua gente. Una città che ci piace moltissimo e che infatti non ci ha delusi: abbiamo scritto al Comune ad agosto e dopo pochi minuti già la risposta che ci confermava di essere stati messi in lista di attesa. Il 22 settembre eravamo in Piazza Maggiore a compilare i moduli per la richiesta e oggi...eccoci qui!" 

Cosa pensate del fatto che siate dovuti arrivare fino a qui, quando esiste una legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso che dovrebbe omologare tutta Italia? Arriverà il momento anche per le adozioni?

"Da un lato ci accontentiamo di essere usciti dal medioevo nel quale stavamo e di aver quasi raggiunto tanti altri Paesi europei, ma dall'altro la delusione resta. Anche se non c'è un vero e proprio no, le operazioni di scoraggiamento spesso raggiungono il loro scopo e ti fanno rinunciare. Spero si possa giungere anche alle adozioni, anche se io personalmente non ho mai pensato di diventare papà". 

Come vi siete conosciuti? Che cosa vi ha avvicinati, fatti sentire compatibili?

Ci siamo conosciuti prima virtualmente e poi di persona. E ci siamo innamorati. Avevamo una grossa cosa in comune: entrambi avevamo perso il nostro precedente compagno, un'esperianza che ha senato entrambe le nostre vite. Adesso oltre che una coppia nella vita privata siamo anche una coppia nel lavoro". 

Sarete emozionati, ma non è il vostro primo sì...

"Ci siamo detti sì anche ad Amburgo, qualche tempo fa. Ma era un'altra cosa..."

Andrete in viaggio di nozze? 

"Sì. Faremo una crociera nel Mediterraneo e vedremo Taormina, Malta, Marsiglia...partiremo fra qualche giorno"

BRANA': "E' UN TEMA SERIO QUELLO DELL'OSTRUZIONISMO DI ALCUNI SINDACI". Sono i sentimenti positivi a prevalere in questo giorno di festa (e questo week-end fra l'altro l'appuntamento con il "Gay Bride Expo"), ma il Presidente del Cassero Vincenzo Branà commenta il fatto che in alcuni comuni risulti ancora praticamente impossibile realizzare il sogno di tante coppie dello stesso sesso: "L'ostruzionismo di alcuni sindaci sulla questione delle unioni civili è un tema serio:  è importante che i decreti attuativi definitivi, in corso di approvazione, lo affrontino con la dovuta durezza. In tema di diritti non possono esistere negazioni: chi di quelle negazioni, nella funzione di pubblico ufficiale, si fa promotore, deve essere sanzionato. Consola sapere che in altre città, come Bologna, si accolgano a braccia aperte le coppie colpite da questa ingiustizia"

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