76 anni dall'eccidio di Marzabotto, il Presidente Mattarella: "La Repubblica si inchina"

Tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 i nazisti in ritirata non risparmiarono neanche i bambini. Mattarella: "A Marzabotto e a Monte Sole sono piantate radici robuste della nostra Costituzione repubblicana"

A 76 anni dall'eccidio, arriva il ricordo del Presidnete della Repubblica Sergio Mattarella: "A Marzabotto e a Monte Sole sono piantate radici robuste della nostra Costituzione repubblicana. Lo sterminio degli innocenti che le SS compirono 76 anni or sono nelle terre attorno a Monte Sole ha impresso un segno così profondo e doloroso nella storia del popolo italiano che nulla e nessuno potrà mai cancellare. La Repubblica si inchina alla memoria di centinaia di donne e uomini, di bimbi e anziani, barbaramente uccisi secondo una logica di annientamento che travalicava persino gli orrori della guerra combattuta".

Si contarono 800 morti, tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, quando i nazisti in ritirata, guidati dal maresciallo Kesselring, non risparmiarono neanche i bambini con l'unico obiettivo di colpire un'area, dove erano attive le formazioni partigiane. 

Un autentico rastrellamento che culminò, il 29 settembre 1944 la gente, con le 195 persone freddate sul sagrato della chiesa di Caviglia, per poi continuare la marcia di morte tra Marzabotto, Grizzana e Monzuno. 

Uno degli eccidi di civili più spaventosi, più disumani che l’Europa abbia conosciuto

"Le squadre naziste, accompagnate da guide e informatori fascisti, si resero responsabili di molteplici crimini nei mesi del loro arretramento sull’Appennino Tosco-emiliano. Tuttavia, Marzabotto e le aree dei comuni di Monzuno e Grizzana Morandi divennero teatro di uno degli eccidi di civili più spaventosi, più disumani che l’Europa abbia conosciuto durante il secondo conflitto mondiale. Ma quelle vite tragicamente spezzate, quel dolore straziante dei sopravvissuti, sono diventate le basi di un riscatto popolare, di una liberazione, di una lunga stagione di democrazia, benessere, pace - continua il Presidente della Repubblica - A Marzabotto e a Monte Sole sono piantate radici robuste della nostra Costituzione repubblicana, le quali alimentano i principi di convivenza, di libertà, di uguaglianza tra le persone, di giustizia sociale, da decenni patrimonio della comunità nazionale e motore del nostro modello civile. Al tempo stesso, quelle radici portano linfa alla comune casa europea, all’Europa unita nelle diversità, ma anche nella civiltà dei diritti inviolabili della persona, nella cooperazione, nella solidarietà, che deve sempre prevalere sui rigurgiti di egoismo".

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