Maxi rissa al Pilastro, investimento e accoltellamento: cos'è successo | VIDEO

Il racconto del dirigente delle Volanti, Fabio Pichierri, e della dirigente della Squadra mobile, Elena Jolanda Ceria

Escalation di violenza ieri sera al Pilastro, in via Pirandello, dove è avvenuta una maxi rissa – con tanto di machete e investimento con un'auto – in cui diverse persone sono rimaste ferite. Sei gli arresti in totale e una denuncia. I motivi della rissa, secondo la ricostruzione della polizia, sono da ricondurre a contrasti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. In arresto, con l'accusa di rissa pluriaggravata e lesioni personali in concorso, quattro cittadini tunisini, nati rispettivamente nel 1989, nel 2001, nel 2002 e nel 2003 e un cittadino marocchino nato nel 1993. Un altro tunisino, minorenne, è stato denunciato così come un italiano nato nel 1988, arrestato inoltre per inosservanza del provvedimento della sorveglianza speciale a cui era sottoposto.

I due episodi

L'intervento, come spiegato in conferenza stampa dal dirigente delle Volanti, Fabio Pichierri, e dalla dirigente della Squadra mobile, Elena Jolanda Ceria, è scattato intorno alle 20.30, dopo numerose segnalazioni al 113 da parte dei residenti. All'arrivo della polizia - sul posto sono intervenute almeno cinque volanti ed è stata anche avvisata la Squadra mobile - gli agenti hanno trovato il 28enne marocchino con una ferita al braccio provocata da una grossa arma da taglio. La ferita si è poi rivelata meno profonda di quanto si temesse: medicato al Pronto soccorso con una prognosi di 15 giorni.

Lo scontro è poi proseguito nel parco Pasolini, dove c'è stato l'investimento: una Dacia guidata da un uomo che non è stato ancora rintracciato, perché scappato subito dopo, con a bordo l'italiano poi arrestato, ha investito i tunisini, procurando loro lesioni guaribili in un periodo tra i cinque e i sette giorni.

I responsabili dell'investimento sono fuggiti a bordo della Dacia, poi l'hanno abbandonarla e si sono separati. Il 33enne italiano si è poi allontanato su una Punto con la targa di prova, in seguito rintracciata dalla Polizia assieme all'altra auto (su entrambi i mezzi ora la Scientifica farà dei rilievi) e grazie alla quale è stato possibile risalire all'identità dell'uomo, che è stato arrestato questa mattina dalla Squadra mobile.

Gli agenti hanno inoltre trovato, nel corso degli accertamenti, due machete – uno nel parco e l'altro vicino alla Punto – e un coltello con una lama di 25 centimetri sporco di sangue. Ora gli investigatori sono al lavoro per ricostruire esattamente i fatti e tutte le persone coinvolte nella rissa, presumibilmente una decina. Una di queste, il fratello del 33enne italiano, è stata già rintracciata ma a quanto pare è intervenuto da paciere.

La polizia lavora anche sui motivi che hanno scatenato la rissa: dalle dichiarazioni fatte dagli arrestati sembrerebbe trattarsi di uno scontro tra due bande rivali per contrasti legati allo spaccio di droga. Ad ogni modo, la rissa di ieri sera è l'ultimo e più grave di una serie di episodi che si sono verificati negli ultimi giorni, ovvero l'incendio, avvenuto lunedì, del motorino di uno dei tunisini coinvolti e dell'aggressione subita dallo stesso tunisino ieri pomeriggio.

Atteso per oggi l'esito dell'udienza di convalida degli arresti. Tutte le persone arrestate hanno precedenti e quattro di loro sono irregolari sul territorio. 

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