No malattia lavoratori di Medicina, il sindaco: "Poca attenzione del Governo"

Merola: "Chiedo al Governo di rimediare sul caso". Lega e Forza Italia attaccano

"L'ennesimo rinvio della soluzione al problema dei lavoratori bloccati dalla zona rossa di Medicina è davvero un segno di poca attenzione del Governo verso questa comunità che è stata colpita molto più di altri territori". Così il sindaco, Matteo Montanari, sullo stop all'emendamento che avrebbe consentito ai lavoratori della cittadina bolognese di veder riconosciuta la malattia per le settimane di 'zona rossa' in cui non hanno potuto recarsi al lavoro.

Medicina "zona rossa" covid, malattia per i lavoratori: per ora è "no" 

"Mentre da un lato si finanziano ingenti somme per bonus, ammortizzatori e fondi di ogni tipo - dichiara Montanari - dall'altro non si riescono a inserire poche centinaia di lavoratori penalizzati all'interno dei provvedimenti". Con la Regione, informa il sindaco, "chiederemo un incontro specifico sul tema, perchè tutte le forze politiche si dichiarano favorevoli al provvedimento, ma non vediamo passi concreti. Inoltre, se in questi mesi il Comune di Medicina e la Regione Emilia-Romagna sono stati presi ad esempio in tutt'Italia per le scelte fatte tempestivamente, anche davanti al tentennamento di altri, non e' accettabile che i cittadini non ricevano risposte dal livello centrale sugli aspetti di sua competenza". Perche', conclude il primo cittadino, "o abbiamo fatto bene noi a fare la zona rossa e quindi devono essere supportati i lavoratori penalizzati o ha fatto bene chi non ha fatto nulla. Noi non smetteremo di chiedere per Medicina gli stessi provvedimenti ottenuti dalle zone rosse governative, convinti che salute, lavoro e diritti non siano scelte alternative".

Alla delusione di Montanari si associa il sindaco Virginio Merola: "Ho sentito il sindaco di Medicina Matteo Montanari, come me sconcertato per il continuo stop and go sul casi dei lavoratori del suo Comune ai quali non viene riconosciuta la malattia per la realizzazione della zona rossa e il fatto di non aver potuto recarsi al lavoro -  Chiedo al Governo di rimediare sul caso".

"La Camera dei Deputati ha scartato l’emendamento che avrebbe garantito un giusto riconoscimento economico alle lavoratrici e ai lavoratori di Medicina che non hanno potuto lavorare con l’istituzione a marzo della 'zona rossa'. 
Fu un provvedimento drastico quello adottato nel pieno dell’emergenza sanitaria dalla Regione Emilia-Romagna, ma necessario a contenere il Covid-19 in quell'area - scrive CGIL Emilia-Romagna e la Camera del Lavoro Metropolitana Bologna - quanto è accaduto oggi è quindi inaccettabile. Gli effetti di quelle decisioni di carattere sanitario non possono ricadere sulle spalle di lavoratrici e lavoratori che da quattro mesi non ricevono quanto loro spetta. Chiediamo dunque a Governo e Parlamento di fermarsi e rimediare a questo gravissimo errore senza perdere altro tempo".

Lega e Forza Italia attaccano

"Una beffa la cui responsabilità porta il nome ed il cognome della Regione Emilia-Romagna e del Partito democratico - così il consigliere regionale della Lega ER, Daniele Marchetti - la scelta del governatore Bonaccini di istituire Medicina come zona rossa, il 16 marzo scorso, doveva essere accompagnata da misure che dovevano tutelare i lavoratori di quel Comune, ai quali è stato impedito di andare al lavoro. E invece no: la giunta non ha preso in considerazione il dramma in cui si trovano oggi quelle famiglie, da mesi in attesa di un provvedimento dell'Inps che vada in soccorso dei lavoratori”. , alla notizia che il governo Pd-M5S-Renzi non ha riconosciuto la zona rossa di Medicina come motivo di malattia sul posto di lavoro".

Per Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia: "I lavoratori del comune di Medicina, ex zona rossa istituita con provvedimento regionale, attendono di vedersi riconoscere come malattia le assenze forzate dal lavoro a causa del lockdown: ma oggi, l’ennesima beffa. Perché il Governo avrebbe scartato un emendamento a firma dello stesso Pd, da inserire nel decreto Rilancio, in quanto il Ministero dell’Economia – guidato dal Pd – pare non abbia dato parere favorevole. Adesso, il Pd farà un nuovo tentativo a fine mese: della serie “ritenta, sarai più fortunato. Quello a cui stiamo assistendo ha dell’incredibile, del surreale - continua Bernini - fin da subito, da ogni parte, era stata evidenziata la necessità di mettere sullo stesso piano i lavoratori delle zone rosse individuate con provvedimento statale e quelli delle zone rosse individuate con ordinanza regionale. Un fatto semplice, immediato, per non creare disparità assurde e illogiche. Niente da fare. Quel che è peggio è che il Pd non riesce a mettersi d’accordo nemmeno con se stesso, in un corto circuito eterno, che pesa come un macigno sui lavoratori che chiedono solo equità.

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