Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Mense scuola, 'tariffe care e ingiustificate': i genitori preparano lo sciopero sul web

Numerose adesione si preannunciano per lo sciopero organizzato per il 5 maggio prossimo, quando i bambini diserteranno le mense scolastiche in segno di protesta. Tanti i dubbi, ma l'Osservatorio mensa stila decalogo: ecco come fare

"Se anche tu ritieni ingiustificabili tariffe così alte (vedi CONFRONTI TARIFFARI) rispetto al servizio offerto, pretendi un qualità maggiore delle materie prime, trovi inaccettabili gli enormi utili di Comune e Seribo e la promessa di un centro pasti nuovo solo nel 2017 dopo 10 anni di attesa... fatti sentire" aderendo allo ''sciopero del pasto'' indetto per il prossimo 5 maggio. Così l'Osservatorio mense, creato da genitori che mandano i figli alle materne ed elementari di Bologna, presenta sul suo sito web l'iniziativa di lotta lanciata dopo un lungo tira e molla con il Comune sul prossimo bando per la refezione scolastica. E' una forma di protesta non semplice: di fatto, quel giorno si deve comunicare che il figlio sarà assente in modo che non sia preparato per lui il pasto, salvo poi mandarlo a scuola con un panino; in questo modo Seribo non incassa la tariffa per quel giorno.

Dunque, la riuscita della mobilitazione dipende dal livello delle adesioni. Ma fra gli stessi genitori ci sono alcuni dubbi: ad esempio, dichiarando l'assenza del figlio forse non si può lasciarlo a scuola nel momento del pranzo. E così proprio per superare inconvenienti e incomprensioni,  l'Osservatorio diffonde un mini-decalogo per la riuscita dell'iniziativa. Il primo consiglio è di contattare i dirigenti dell'Istituto comprensivo dei propri figli "per comunicare l'iniziativa cercando di coinvolgere dirigenti e personale scolastico", oppure informando dell'intenzione di aderire allo sciopero. Fondamentale, ovviamente, sarà disdire il pasto per telefono o per mail secondo i canali già adesso in uso per segnalare l'assenza del figlio da scuola e quindi consentire di pagare per i pasti effettivamente consumati. Ma c'è anche l'invito a organizzare "un pranzo alternativo".

Decisa l'adesione allo sciopero del pasto, "noi consigliamo di prelevare il bambino da scuola nell'orario del pasto e riportalo dopo. Questa modalità permette ai genitori di organizzare gruppi di bambini. Basta infatti la disponibilità di uno-due genitori per gestire piu' bambini affinchè possano mangiare insieme, magari in un parco vicino. Ovviamente è necessaria la delega scritta dei genitori per tutti i bambini", si legge sul sito dell'Osservatorio.
"In alternativa potete consegnare al bambino un panino-pasto da consumare a scuola. Ricordatevi che non esiste nessuna legge che vieti di portare il pasto da casa. Esiste solo un problema di ordine logistico-igienico". I bambini che portano il pasto da casa non dovranno poi far assaggiare il loro panino ai bambini che mangiano in mensa: "Se qualcuno accusasse un malore Seribo non potrebbe essere ritenuta responsabile considerata la promiscuità e contaminazione dei cibi. I bambini devono pertanto mangiare almeno in un tavolo separato o in altra stanza". Inoltre, si suggerisce ai genitori della commissione mensa della scuola di chiedere di fare gli assaggi proprio il 5 maggio "per aiutare nell'attività di controllo". E "se vi dicono che non è possibile sappiate che non è  vero".

L'Osservatorio Mense di Bologna nasce nel 2011 per iniziativa di un gruppo di genitori che si interroga sulla qualità del cibo e del servizio di refezione scolastica. "Il 2014 sarà un anno decisivo! - scrivono gli organizzazioni - il Comune di Bologna dovrà rinnovare l'accordo per la fornitura della mense scolastiche." Proprio per questo, probabilmente, con grande impegno viene vissuta la mobilitazione del prossimo 5 maggio. Obiettivi dell'osservatorio, rimarcano gli organizzatori, sono: più qualità delle materie prime; più biologico ("nel bolognese la quota più bassa rispetto a tutti gli altri comuni dell'Emilia-Romagna"); no alla plastica per consumare i pasti quotidiani.

Si punta il dito contro Seribo, perchè "società in netto utile, non ha reinvestito per migliorare la qualità del cibo e del servizio di refezione mentre ha aumentato le tariffe? Il contratto tra Seribo e il Comune dichiara tra i propri obblighi "il raggiungimento dell'equilibrio economico finanziario, il miglioramento della qualità, della sicurezza e dell'efficienza del servizio e della soddisfazione del cliente".

Infine l'Osservatorio mira all' "adeguamento dei centri pasto.  Troviamo ingiustificabile la disparità di trattamento del servizio di refezione in base al centro pasti di riferimento. Un terzo della città viene servita dal centro pasti Fossolo, dotato di attrezzature moderne, mentre i rimanenti due terzi dai centri pasto di Casteldebole e di Erbosa, con un servizio di minor qualità, non in grado di assicurare la stessa varietà, la stessa preparazione e la consegna del cibo in condizioni ottimali, ma allo stesso prezzo!"

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