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Scontri alla mensa Unibo, i gestori: 'Abbiamo perso molti incassi'

Oggi i collettivi hanno nuovamente protestato per i prezzi troppo alti scontrandosi ancora con le forze dell'ordine. Elior: 'Non scendiamo più a compromessi con gli studenti', Cua: 'Ecco il volto della giunta Ubertini'

"Non scendiamo più a compromessi con gli studenti". A dirlo è un responsabile del Gruppo Elior che gestisce la mensa di Piazza Puntoni, davanti alla quale oggi, per il secondo giorno consecutivo, i collettivi studenteschi hanno protestato per i prezzi troppo alti scontrandosi nuovamente con le forze dell'ordine.

"L'anno scorso abbiamo perso una bella fetta di incasso, lo stesso la settimana scorsa, quando non siamo stati noi a chiudere la mensa, ma loro hanno sbarrato l'ingresso" continua, aggiungendo che, a causa delle iniziative di autoriduzione, Elior ha dovuto anche dovuto buttare del cibo.

"Non siamo stati noi a chiamare la polizia nè oggi e nè ieri" dice il responsabile ai cronisti "lo vengono a sapere prima di noi" ma, aggiunge "la mensa la gestiamo noi quindi decidiamo". 

Dopo gli scontri di ieri, il corteo che ha raggiunto la mensa oggi era ben più numeroso e i militanti hanno nuovamente tentato di entrare trovando però un cordone di polizia in tenuta anti-sommossa: "L'atteggiamento dell'Università e quello di impedire agli studenti l'accesso - dice Daniele del Collettivo Universitario Autonomo - CUA - la prorettrice parla di un presunto dialogo interrotto, a noi non risulta sia mai stato aperto".

Elena Trombini aveva infatti dichiarato che l'episodio di ieri segnala "un’interruzione di questo dialogo" e che da parte dell'Unibo, resta "la convinzione che il dialogo nel rispetto degli altri e delle regole sociali sia l’unico strumento di confronto democratico e di convivenza civile".?

"Riassumiamo che il volto della giunta Ubertini (il rettore-ndr) è questo - conclude Daniele - gli studenti non possono entrare in mensa perchè l'Università si schiera dalla parte di chi lo impedisce". 

Il corteo si è dunque sciolto e i militanti hanno pranzato all'aperto, grazie ai pasti forniti dalla rete "Eath the rich", il progetto di mensa autogestita, che ha manifestato la propria solidarietà spostandosi dal centro sociale Vag61, in via Paolo Fabbri, alla zona U, e domani si replica: "Giovedì 27 ottobre ci troveremo davanti alla mensa universitaria in p.zza Puntoni dove da due giorni la polizia carica studenti e studentesse che reclamano solamente l'accesso ad un pasto ad un prezzo inferiore rispetto a quello (altissimo) richiesto. Noi porteremo il nostro pranzo genuino del giovedì e vi invitiamo a non mancare per rendere ancora una volta il cibo terreno di battaglia e difendere con quello le strade e le piazze che viviamo e che questore ed amministrazione vorrebbero deserte, sedate a colpi di manganello". 

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