Mense Covid-free nelle aziende, così cambia la pausa pranzo dei lavoratori: "Delivery anche alla scrivania"

La bolognese Felsinea, azienda punto di riferimento per la cosiddetta ristorazione collettiva, racconta le soluzioni anti-contagio: "Sedute diagonali e la turnazione in mensa per evitare assembramenti"

Il Coronavirus e le nuove direttive governative per la sicurezza hanno comportato degli stravolgimenti in tanti settori. Uno di questi è la somministrazione di cibi e bevande, che come abbiamo visto è ripartita con regole di distanziamento e dispositivi vari ieri, 18 maggio. Ma non ci sono solo bar e locali pubblici: una delle sfide ha riguardato anche le mense e i servizi di ristorazione delle aziende, quelle che 'danno da mangiare' alle persone che lavorano. Piero Ceccardi, direttore marketing e comunicazione di Felsinea Group, racconta tutto l'ultimo periodo nell'ottica di farci capire come è cambiata la pausa pranzo di migliaia di dipendenti. 

Ceccardi, di cosa si occupa esattamente l'azienda, che è specializzata nella cosiddetta ristorazione collettiva? "Intanto le origini. Felsinea Ristorazione nasce a Bologna nel 1972, da allora è divenuta punto di riferimento per la ristorazione collettiva, che significa la pausa pranzo di tante aziende, dalle più piccole ai top brand italiani e crescendo è diventata Felsinea Group.

Il Covid, una grande prova: "Ci siamo attivati da subito per gli standard di sicurezza"

Quanti sono i vostri punti ristoro sparsi in tutta la Penisola? Quali i vostri clienti? Giusto per capire dimensioni e caratteristiche delle aziende per cui organizzate la ristorazione..."Operiamo su quasi tutto il territorio nazionale, da Settimo Torinese con Giorgio Armani fino a  Foggia con una delle nove mense Barilla che gestiamo in tutta Italia. Disponiamo inoltre di quattro grandi cucine centralizzate tra Bologna, Cento, Parma e Ponzano Veneto e sei self service Isola delle 12. I clienti oggi sono circa 1500, li gestiamo attraverso il servizio veicolato e con circa 130 mense. Oggi Felsinea Group serve brand quali Ferrari in Italia ed in ogni Gran Premio nel mondo, Ducati, Maserati, Barilla, Volvo, Scavolini, Armani, IMA, La Perla, Toro Rosso F1, Gruppo Wolkswagen, Amazon, Fincantieri, Calzedonia, Ferretti Yacht, Riva motoscafi, Bauli e molti altri, oltre a diverse realtà nel modo socio sanitario come ospedali e case di cura. Ma anche scuole, pubbliche e private".

Come, in quanto tempo e per chi avete cambiato l'organizzazione dei servizi a seguito del'emergenza Coronavirus, che certamente ha stravolto il vostro modo di operare e le regole della ristorazione collettiva? "In quanto tempo? Da subito! Il Coronavirus è stato ed è, uno dei grandi temi che ci ha misurato per professionalità e organizzazione. Fin dal pomeriggio di quella prima domenica di fine febbraio, mentre la Regione Emilia-Romagna si apprestava alla prima ordinanza di chiusura delle scuole, ci siamo attivati nei confronti dei nostri clienti per capire come potessimo essere d’aiuto e supporto".

Trasformati servizi e riorganizzato gli spazi: cambiamenti anche in Ducati e IMA

"Abbiamo per primi, ancor prima che decreti e ordinanze lo chiedessero, attivato misure di contenimento, distanziamento e prevenzione. Gel igienizzanti, mascherine, adesivi segna posto per indicare le sedute distanziate, cibi mono confezionati, sono state le prassi che dal lunedì seguente erano già protocollo attivo della nostra azienda e per i nostri clienti. Inoltre, in sinergia con i nostri clienti, abbiamo attuato delle vere rivoluzioni di servizio. Per esempio in IMA, dove abbiamo trasformato il servizio in fornitura di cestini, o in Ducati, dove abbiamo applicato le sedute diagonali e la turnazione in mensa per evitare assembramenti".

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Fra le sfide, anche la gestione di aziende della "zona rossa"

Quale è stata la cosa più difficile in tutto questo periodo di emergenza? Quale la soddisfazione più grande, magari nella risoluzione di un problema? "Cose difficili tante, a partire dalla paura inevitabile dei nostri dipendenti che però hanno risposto in maniera incredibile e ai quali il nostro presidente ha voluto indirizzare anche un ringraziamento speciale. Più che difficile è stato impegnativo mettersi sulla lunghezza d’onda dei nostri clienti e capirne le richieste che per tipologia e geografia erano molto diverse. Un esempio: un'azienda vicina alla zona rossa ci chiese le dichiarazioni di provenienza dei nostri dipendenti, con la specifica di dove fossero e non fossero stati negli ultimi quindici giorni, le lascio immaginare la complessità di gestione e risposta ad una richiesta come questa, mentre l’azienda più distante geograficamente e quindi meno coinvolta, faticava a capire l’utilizzo di tante precauzioni e attenzioni.
Orgogliosi di essere stati di supporto in questo momento difficile e di esserlo stati attraverso il fatto di aver continuato a servire ospedali e case di cura, ne cito una su tutte, la casa protetta di Medicina, territorio tra i più colpiti. Orgogliosi di essere stati vicini ai nostri dipendenti, anticipando a loro la cassa integrazione e garantendo la piena tutela occupazionale. Orgogliosi di aver riaperto oggi i nostri self service 'Isola delle 12' e di averlo fatto nel pieno rispetto di tutte le linee guida, talmente rispettosi al punto che abbiamo anche invitato il governatore Bonaccini nei prossimi giorni a 'inaugurare' la riapertura (e speriamo accetti il nostro invito)".

Come cambia la pausa pranzo dopo il Covid-19?

La pausa pranzo in azienda: come la vediamo oggi? Quali le necessità che sono diventate opportunità di innovazione se ce ne sono? A rispondere a questa domanda è Eleonora Targa, responsabile Self 'Isola delle 12': “Oggi la pausa pranzo si è inevitabilmente modificata, non solo per la paura del contagio, bensì perché si sono modificate anche le abitudini di lavoro delle aziende stesse e dei dipendenti con la presenza di più smartworking, diverse turnazioni e quindi necessario oggi sapersi adattare e vivere il servizio come un servizio su misura e così abbiamo fatto. Posti a sedere nei giardini dei self, cestini che sostituiscono il pasto a vassoio, distanziatori in plexiglass, marcatori di rispetto di distanza, sanificazioni costanti di tutti gli ambienti, cibi mono confezionati. Le difficoltà sono spesso un'opportunità ed è stato così anche per noi, per i dipendenti dei Self e grazie alla nostra direzione che ci ha supportati in una rinnovata ricerca di soluzioni per i nostri clienti, abbiamo dato vita a nuovi servizi. Da questo gioco di squadra è nato per esempio 'Da te', che è un nuovo servizio per i nostri clienti, un take away e delivery food che dà la possibilità ai clienti di vivere la stessa esperienza del quality self  sia nella forma da asporto che ricevendolo comodamente nel proprio ufficio o abitazione". 

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Piero Ceccardi ed Eleonora Targa

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