Crisi Mercatone Uno, ipotesi stop rate mutui per lavoratori coinvolti

L'ipotesi avanzata dalla Regione all'associazione delle banche regionali. L'ex ministro Calenda si sfoga: 'Tavoli di crisi? Sono fuori controllo'

Prende corpo, in Emilia-Romagna, la sospensione del pagamento dei mutui per i lavoratori della Mercatone Uno. La misura è stata chiesta oggi dalla Regione alle banche dopo la dichiarazione di fallimento dell'azienda da parte del Tribunale di Milano. E le banche, convocate a Bologna, si sono impegnate a coinvolgere l'Abi regionale per studiare un protocollo da applicarsi "temporaneamente, in attesa della definizione di norme nazionali, che preveda appunto la sospensione del pagamento dei ratei dei mutui".

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Come spiega una nota di viale Aldo Moro l'assessore alla Attività produttive, Palma Costi, ha informato i rappresentanti degli istituti di credito della richiesta perché l'amministrazione straordinaria riprenda in carico i lavoratori Shernon, "perché questo consentirebbe l'utilizzo degli ammortizzatori sociali necessari in questa drammatica situazione". Questo, attraverso il protocollo di anticipazione bancaria, "consentirebbe anche di ridurre i tempi di attesa della cassa integrazione rispetto all'erogazione da parte dell'Inps".

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Sempre secondo l'assessore, servirebbe reintrodurre a livello normativo la possibilità prevista dalla finanziaria del 2015 (scaduta nell'agosto del 2018), di sospendere i mutui anche per i lavoratori in regime di ammortizzatori sociali. Dopo l'incontro con le banche, Costi ha incontrato i rappresentanti degli 11 Comuni che ospitano sedi di Mercatone Uno, "per valutare le azioni di sostegno sociale possibili da applicare a sostegno dei lavoratori in questa fase emergenziale". Infine, Costi ha convocato un prossimo incontro per il 5 giugno sempre in Regione con i sindacati, "per continuare il confronto nella ricerca di soluzioni".

Mentre ai cancelli degli stabilimenti continua la rabbia, uno dei principali soggetti chiamati in causa, ovvero l'ex ministro Carlo Calenda, risponde alle critiche che gli vengono mosse e che lo additano come corresponsabile della situazione. Calenda, eletto alle Regionali parlamentare europero per il Nordest, ha più volte rispedito le accuse al mittente, dichiarando che, sì, l'acquisto di Shernon Holding è stato approvato dal dicastero diretto da lui, ma che allo stesso tempo quell'approvazione andava controllata e vigilata, una condizione espressamente citata nell'accordo e che avrebbe potuto portare, in caso di inadempienza, alla rescissione della vendita stessa.

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Il controllo però, secondo Calenda non ci sarebbe stato. L'ex ministro ora europarlamentare si sfoga, ai microfonii di Raido 24: "I tavoli di crisi sono fuori controllo, Di Maio arrogantemente ha tolto una persona che sapeva fare quel lavoro e ci ha messo un incapace". Rispondendo a una domanda che riguardava anche Whirlpool, 'ex titolare dello Sviluppo economico ha fatto riferimento alla sostituzione di Giampiero Castano con Giorgio Sorial alla guida della task force sulle crisi aziendali del Mise. "Nessuno dà a Di Maio responsabilità che non ha. Ce ne ha una che però secondo me è gigantesca: non si siede ai tavoli di crisi", ha detto Calenda. (Red/ Dire)

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