Merce falsa, i numeri di Bologna: "Concorrenza sleale, ma anche sfruttamento"

Nel territorio di Bologna: "prevalgono i sequestri di articoli tradizionali, soprattutto accessori e abbigliamento, seguono le apparecchiature elettriche, in primis componenti di telefoni cellulari"

Sequestro di scarpe false

L'area metropolitana di Bologna è settima in Italia per numero di sequestri di merce contraffatta: ben 335 (pari al 2,5% del totale nazionale) compiuti nel 2017 dall'Agenzia delle Dogane e dalla Guardia di finanza e 148.974 articoli falsi confiscati. Questo emerge da una ricerca del Censis realizzata per il ministero dello Sviluppo economico e presentata ieri mattina in Prefettura a Bologna.

Dal 2008 al 2017 i pezzi sequestrati sono stati oltre 4 milioni

Scorrendo la ricerca, segnalano inoltre Loredana Gulino, a capo della Direzione generale Lotta alla contraffazione del ministero, e il direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii, si osserva che "dal 2008 al 2017 i pezzi sequestrati sono stati oltre quattro milioni", ma mentre "il numero delle operazioni e' aumentato del 70,1% nel corso del decennio, quello degli articoli sottratti al mercato del falso e' diminuito, nello stesso periodo, del 69,2%".

Questo, spiegano i due, a causa di "una trasformazione dei circuiti di diffusione delle merci, che viaggiano sempre di piu' sui canali online, e delle strategie di riduzione dei carichi trasportati messe in atto dai professionisti della contraffazione per sfuggire ai controlli e ridurre le perdite in caso di sequestro". Il trend e' confermato dal confronto tra il 2016 e il 2017, periodo in cui i sequestri sono aumentati del 44,4%, ma il numero di pezzi sequestrati e' sceso dell'81,4%.

Accessori e abbigliamento al top

Nel territorio di Bologna, proseguono i due, "prevalgono i sequestri di articoli tradizionali, soprattutto accessori (il 40,3% del totale nell'ultimo anno) e abbigliamento (24,8%), seguono le apparecchiature elettriche (11,9%), in primis componenti di telefoni cellulari". Un ruolo di primo piano lo gioca l'aeroporto Marconi, dove nel 2017 i sequestri di prodotti contraffatti "sono stati 176, per un totale di 47.710 articoli intercettati, pari a un terzo di quanto sequestrato nell'intero territorio". 

La merce, però, non si ferma tutta a Bologna: 113 dei 176 carichi sequestrati alle dogane aeroportuali (per un totale di 32.910 prodotti falsi) erano infatti destinati alle altre province della regione, in primis Parma (21.134 pezzi sequestrati in quattro operazioni). La merce che raggiunge il capoluogo segue anche vie di terra, venendo stoccata in magazzini della citta' o dell'hinterland (soprattutto in Bolognina e a Corticella). Raramente gli oggetti falsi vengono prodotti a Bologna: quasi sempre, infatti, arrivano da fuori, come nel caso della "filiera fake della moda, in cui il business e' prevalentemente cinese, con un asse che dalla Toscana (Prato per l'abbigliamento e Sesto Fiorentino per gli articoli di pelletteria) arriva fino al capoluogo emiliano".

Il recente sequestro in aeroporto: 800 beni di lusso 

C'e' poi l'aspetto della vendita di prodotti falsi, soprattutto merchandising, in occasione di eventi sportivi, musicali e fieristici. In questo contesto, ricorda il Censis, l'ultima operazione risale a settembre quando, in occasione della 'Mostra scambio Crame 2018' all'Autodromo 'Enzo e Dino Ferrari' di Imola i finanzieri "hanno rinvenuto circa 15.000 prodotti contraffatti relativi ai settori dell'automotive e motociclistico". Non va poi dimenticato che Bologna "e' anche sinonimo di cibo di qualita', al punto che esiste un vero e proprio 'Bolognese sounding', ovvero un utilizzo illecito del nome della citta' per evocare l'italianita' e l'eccellenza agroalimentare nel mondo". Tra i prodotti piu' imitati, ricordano Gulino e Valerii, ci sono "la Mortadella Bologna e la Patata Primura".

Nel capoluogo emiliano si segnala poi "l'elevato coordinamento delle diverse Forze dell'ordine, grazie anche al Protocollo di intesa per il contrasto della commercializzazione di prodotti contraffatti e pericolosi e per la tutela della concorrenza promosso nel 2015 dalla Prefettura". Complessivamente, Polizia, Carabinieri e Polizia municipale hanno sequestrato, nell'area metropolitana bolognese, 4.166 prodotti contraffatti, 4.086 dei quali (pari al 98,1% del totale) sono stati scovati dai vigili. Proprio questi ultimi, ricorda la dirigente della Polizia municipale di Bologna, Antonella Sava, hanno dato vita "a un'alleanza, unica in Italia, con i marchi di alta gamma per imparare a riconoscere 'al volo', nei casi dubbi, i prodotti falsi, sulla base di dettagli segnalati proprio dalle aziende".

Da parte sua, infine, l'assessore comunale alla Sicurezza e al Commercio, Alberto Aitini, evidenzia che la vendita di merce contraffatta "non costituisce soltanto concorrenza sleale, ma e' spesso sinonimo di sfruttamento, senza contare che incide negativamente su economia, lavoro e Made in Italy". Infatti, stando ai dati del Censis, il mercato del falso "vale, a livello nazionale, 6,9 miliardi di euro, e sottrae 100.000 posti di lavoro all'economia legale". L'emersione della contraffazione, chiosa poi Valerii, "comporterebbe anche un aumento del gettito fiscale, tra imposte dirette (su imprese e lavoro) e indirette (Iva), pari a 1,7 miliardi". Per questo, conclude Aitini, "e' necessario affiancare alle attivita' di contrasto delle Forze dell'ordine delle iniziative di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini-consumatori e, soprattutto, ai giovani". (Dire) 

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